L'economia pugliese continua a crescere, ma con un ritmo che inizia a mostrare segni di affanno rispetto al resto del Mezzogiorno e del Paese. Con u

L’economia pugliese continua a crescere, ma con un ritmo che inizia a mostrare segni di affanno rispetto al resto del Mezzogiorno e del Paese. Con un valore aggiunto complessivo che supera gli 86,2 miliardi di euro, la crescita regionale si attesta all’1,69%, una percentuale che posiziona la Puglia al di sotto dei ritmi di sviluppo medi registrati dalle altre regioni del Sud Italia.
A fare da scudo contro una frenata più drastica è il comparto dei servizi. La Puglia vanta infatti un primato nella crescita dei servizi finanziari, professionali e immobiliari, a cui si affianca il buon andamento del turismo, del commercio e dei servizi alla persona. Tra i territori provinciali è Lecce a guidare la classifica regionale per dinamismo economico.
La crisi dell’Agricoltura e il calo dell’Edilizia
Sul fronte opposto, a zavorrare l’indice di crescita sono due settori chiave per la regione:
-
Agricoltura: Registra una delle flessioni più marcate a livello nazionale, soffrendo per il rincaro dei costi produttivi e per l’impatto dei cambiamenti climatici sul comparto agricolo.
-
Costruzioni: Dopo il boom degli anni precedenti sostenuto dai bonus statali, l’edilizia registra un calo del 4,58% del valore aggiunto, in controtendenza rispetto al dato medio nazionale.
Scenari futuri
Con un comparto industriale pressoché stabile (+0,34%), la sfida per la regione risiede ora nella capacità di riattivare i canali di investimento del PNRR e sostenere il comparto primario, evitando che il divario con le regioni più dinamiche del Mezzogiorno continui ad allargarsi.

COMMENTI