L'autunno pugliese ritrova il suo tesoro sotterraneo. Dopo settimane di caldo anomalo e siccità prolungata che avevano paralizzato lo sviluppo dell'
L’autunno pugliese ritrova il suo tesoro sotterraneo. Dopo settimane di caldo anomalo e siccità prolungata che avevano paralizzato lo sviluppo dell’attività micologica, le precipitazioni recenti hanno finalmente restituito nuova vita ai boschi e alle radure della regione. A dare il via ufficiale alla stagione del tartufo è Coldiretti Puglia, che conferma la ripartenza delle attività di cavatura e traccia una stima positiva sulla qualità del raccolto in arrivo.
La mappa del tartufo: sette microclimi d’eccellenza
La Puglia vanta una biodiversità ambientale tale da ospitare varietà prelibate in ben sette distretti geografici differenti:
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Foggiano e Gargano: I Monti Dauni e le aree boschive del Gargano rappresentano due dei bacini più ricchi della regione per l’ambiente umido naturale.
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Terra di Bari e Murge: Le Murge nord-occidentali e sud-orientali offrono terreni calcarei perfetti per la crescita di varie pezzature.
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Sud della regione: La Valle d’Itria, l’Arco Jonico e le fasce interne del Salento completano l’intricata geografia del tartufo pugliese.
Il mercato e i prezzi: il bianco sfiora le stelle
L’impatto economico del settore stimola un mercato di nicchia molto redditizio. Le primissime stime indicano valori di mercato ben precisi:
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Il Tartufo Bianco, prezioso e ricercato dai maître della ristorazione, viaggia su quotazioni capaci di sfondare il tetto dei 5.000 euro al chilogrammo per i pezzi di grande pezzatura e qualità organolettica eccellente.
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Il Tartufo Nero, più diffuso e impiegato nella cucina tradizionale, si stabilizza su una media di 1.000 euro al chilogrammo.
Con la prosecuzione delle piogge e l’abbassamento graduale delle temperature, i cercatori e le associazioni di categoria confidano in una stagione ricca, capace di rifornire sia la ristorazione d’eccellenza sia le filiere gastronomiche territoriali.

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