Commissione parlamentare antimafia, ‘in Puglia giovani affascinati dai clan’

"Il coinvolgimento dei più giovani costituisce uno degli aspetti di maggiore rilievo nell'evoluzione delle mafie pugliesi".È uno dei passaggi conc

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“Il coinvolgimento dei più giovani costituisce uno degli aspetti di maggiore rilievo nell’evoluzione delle mafie pugliesi”.È uno dei passaggi conclusivi della relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle mafie nelle province pugliesi di Bari, Bat, Brindisi, Lecce e Taranto, dopo la missione del marzo scorso nella quale deputati e senatori (presidente e relatrice Chiara Colosimo) hanno sentito in audizione i vertici territoriali delle forze dell’ordine e della magistratura.
“L’ostentazione di armi, ricchezza e disponibilità economiche provenienti dagli affari illeciti non risponde soltanto a finalità autocelebrative, ma contribuisce ad accrescere il prestigio personale e la credibilità criminale dell’affiliato.
Tali condotte – evidenzia la relazione – assolvono una funzione di reclutamento, poiché propongono modelli di successo che esercitano particolare fascino sui soggetti più vulnerabili, rafforzando l’idea dell’appartenenza mafiosa quale possibile strumento di riconoscimento sociale e di rapida ascesa economica.A tale processo contribuisce in misura crescente l’utilizzo dei social network. La dimensione digitale estende la portata della comunicazione mafiosa, trasformando l’esibizione della potenza criminale in uno strumento di legittimazione, di acquisizione del consenso e di consolidamento dell’identità collettiva”.
La relazione, nel suo complesso, analizza dati ed esiti di indagini dal 2024 all’inizio del 2026, evidenziando la “maggiore propensione rispetto al passato verso ulteriori forme di aggressione dell’economia legale, infiltrandosi nelle aziende e nelle istituzioni civili al fine di condizionarne i regolari processi decisionali a proprio vantaggio o schermando i proventi delle attività delittuose con forme sempre più complesse di riciclaggio”. Un capitolo autonomo viene dedicato al tema della introduzione dei telefoni nelle carceri, con “un crescente impiego di droni” e la conseguente azione di contrasto attraverso “l’installazione di sistemi di schermatura dei segnali telefonici e la realizzazione di barriere metalliche destinate a impedirne l’accesso”.

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