ACQUA , DEPURATORE E STRADE :LE AREE PIP R DI46 SI RIANIMANO

Costituivano il grande, condizionate vulnus delle aree industriali PIP e DI46, rinominate D3E, che si trascinava irrisolto da decenni con tutte le p

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Costituivano il grande, condizionate vulnus delle aree industriali PIP e DI46, rinominate D3E, che si trascinava irrisolto da decenni con tutte le penalizzazioni connesse e annesse. Quel nucleo industriale, sorto nel 1998 per accogliere il grandioso progetto del Contratto d’area che avrebbe dovuto sopperire ai vuoti occupazionali lasciati dalla chiusura dello stabilimento Anic-Enichem, non era collegato alla rete dell’acqua potabile e quindi al depuratore, nonostante ci fossero i fondi necessari.
Un servizio fondamentale, strategico, la cui carenza ha contribuito a determinare la “grande fuga” della gran parte della sessantina di aziende che si erano insediate, e a dissuadere nuovi insediamenti. Quelle poche che sono rimaste hanno dovuto provvedere con mezzi propri a sopperire a quelle deficienze. Le quali, nonostante i tanti richiami e le numerose sollecitazioni pubbliche non hanno trovato orecchio e attenzione nelle compagini che si sono susseguite a Palazzo San Domenico.
L’ultimo sollecito a gennaio di quest’anno da parte di una assemblea di imprenditori che reclamavano la doverosa e prevista attivazione di quel servizio. A quell’assemblea hanno partecipato esponenti dell’Amministrazione comunale in carica che dopo una laboriosa ripresa delle fila di un discorso che si era interrotto bruscamente e non senza colpe diffuse, sono riusciti ad arrivare a chiarire le situazioni e chiudere quell’annosa e riprovevole vicenda.
«L’amministrazione comunale con deliberazione di Giunta n.234 del 2 novembre 2026, ha adottato la modifica al Programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028 e al relativo Elenco annuale 2026, inserendo nuove opere destinate a migliorare le infrastrutture a servizio delle attività produttive industriali» ha annunciato Francesco Schiavone, assessore alle opere pubbliche, infrastrutture e identità territoriale.
Le nuove opere introdotte sono – ha precisato Schiavone – il servizio di distribuzione dell’acqua potabile e della fogna nera, nelle aree industriali D3E (PIP e ex DI46), per un investimento di 2.882.794,63 euro; e la bitumazione del tappetino di usura della sede stradale per un importo di 300mila euro.
«La disponibilità di servizi idrici e fognari adeguati – realizza l’assessore – rappresenta un requisito essenziale per sostenere le attività esistenti, favorire nuovi investimenti e migliorare le condizioni operative delle imprese insediate nella zona».
Una boccata di speranza per il sistema produttivo locale resa possibile per l’impegno politico-amministrativo ben secondato dal lavoro del potenziato V Settore Lavori pubblici, Manutenzione, Ambiente e Sviluppo sostenibile, guidato dal dirigente architetto Michele Prencipe.
Il settore lavoro, fondamento essenziale per ogni e qualsiasi attività economica e non solo, è rimasto piuttosto in sordina, per tanti aspetti trascurato, quando meriterebbe le più accorte e fattive attenzioni in considerazione delle molteplici e variegate risorse che il territorio offre. L’area industriale di Coppa del vento è solo un aspetto che si aggiunge alle tante opportunità offerte dal mare, dall’agricoltura, dalla cultura, dal turismo. Occorre disporre iniziative valide anche dal mondo imprenditoriale, che le mettano a frutto.
Michele Apollonio

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