Nemmeno le porte chiuse fermano la ruggito dei sipontini. Nell'ultima sfida al "Miramare" senza il calore del proprio pubblico, il Manfredonia sfo

Nemmeno le porte chiuse fermano la ruggito dei sipontini. Nell’ultima sfida al “Miramare” senza il calore del proprio pubblico, il Manfredonia sfodera una prestazione di pura grinta, piega il Melfi con un perentorio 3-0 e lancia un segnale chiarissimo al Girone H di Serie D: qui si fa sul serio.
Red carpet e sblocco d’autore
La svolta del match arriva al minuto 28: l’entrata sconsiderata di De Marino — gamba altissima a cercare la testa di Orlandi — lascia pochi dubbi al direttore di gara. Rosso diretto, Melfi in dieci e la partita prende una piega tutta biancoceleste.Il Manfredonia alza il ritmo e al 44′ rompe gli indugi. Calcio d’angolo pennellato con il contagiri da Sainz-Maza e stacco imperioso di Balba, che sfreccia in aria, anticipa la difesa ospite e incornizia in rete l’1-0. Nemmeno il tempo di assimilare il colpo che, in pieno recupero della prima frazione, si scatena Carullo: il terzino fa partire un bolide devastante che fulmina D’Agostino e fa tremare le reti del Miramare. Un uno-due micidiale prima dell’intervallo.
Dominio e sigillo finale
Nella ripresa i sipontini non abbassano mai la guardia e continuano a sbranare il campo. A chiudere definitivamente i conti ci pensa Santarpia, che trova la zampata vincente sotto porta sfruttando al meglio un assist delizioso di un Carullo semplicemente monumentale e incoronato migliore in campo.Finisce 3-0: tre punti d’oro, zero gol subiti e una dimostrazione di forza muscolare. Il Manfredonia consolida con merito il proprio posto nel salotto buono della classifica, pronto a riabbracciare presto i propri tifosi con la spinta di chi punta in alto!

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