Il 28 ottobre, a Meda, le storie di Manfredonia e Seveso sono tornate a incontrarsi, a cinquant’anni dai disastri ambientali che nel 1976 segnaron

Il 28 ottobre, a Meda, le storie di Manfredonia e Seveso sono tornate a incontrarsi, a cinquant’anni dai disastri ambientali che nel 1976 segnarono profondamente le nostre comunità.
Manfredonia era rappresentata dalla vicesindaca Cecilia Simone e dall’assessora all’Ambiente Maria Rita Valentino, insieme alla professoressa Rosa Porcu, che ha portato l’esperienza del Movimento Cittadino Donne: una storia di partecipazione, di ricerca della verità e di lotta contro il ricatto fra lavoro e salute.
Alla presenza del sindaco di Meda Luca Santambrogio, il confronto ha raccolto i contributi di Alberto Colombo, Giulia Malavasi, Maurizio Portaluri, Lorenza Moretti ed Emanuela Macelloni. Abbiamo ritrovato persone e associazioni che a settembre erano state nostre ospiti a Manfredonia, nelle giornate dedicate al cinquantesimo anniversario dell’incidente del 26 settembre 1976.
La diossina dell’ICMESA e l’arsenico dell’ANIC appartengono a vicende diverse, per contesto, sostanze e conseguenze. Le unisce la necessità di fare i conti con i danni ambientali, con le responsabilità e con le domande delle popolazioni. Dal disastro di Seveso prese impulso il percorso che portò, nel 1982, alla prima direttiva europea per prevenire i grandi incidenti industriali.
Queste storie continuano a riguardare il futuro delle nostre città e dell’Italia: quali attività produttive promuovere, come tutelare la salute, quale potere riconoscere alle comunità nelle decisioni sul territorio. La memoria e la ricerca devono aiutarci a superare silenzi e omissioni, rendere accessibili le conoscenze e sottrarre le persone all’ingiusto ricatto fra occupazione e salute.
Le tecnologie possono essere messe al servizio di questo obiettivo. La citizen science, che coinvolge cittadine e cittadini nella ricerca, consente di mettere in relazione il sapere scientifico con l’esperienza di chi abita i luoghi e chiede risposte. In questa direzione si collocano il protocollo con AReSS Puglia e il percorso di collaborazione fra Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Mattinata, con il contributo della Casa della Salute e dell’Ambiente.
Anche la visita al Bosco delle Querce ha dato concretezza a questa riflessione: recuperare i luoghi e custodirne la storia sono responsabilità da trasmettere alle nuove generazioni.
Una serata densa di emozioni e di reciproco scambio. Grazie al sindaco Luca Santambrogio, al coordinamento Insieme per la memoria e il futuro del Bosco delle Querce, a Medicina Democratica, al Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso e a tutte le persone che hanno reso possibili questi incontri. Un percorso comune da proseguire attraverso lo scambio di esperienze e la ricerca condivisa, per rafforzare la partecipazione delle comunità alle decisioni che riguardano i territori e il loro futuro

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