Ruggero II degli Hauteville, figlio di Ruggero I e Adelaide del Vasto, fu proclamato a Palermo, nel 1130, re di Sicilia, duca di Puglia e principe

Ruggero II degli Hauteville, figlio di Ruggero I e Adelaide del Vasto, fu proclamato a Palermo, nel 1130, re di Sicilia, duca di Puglia e principe di Capua.
Durante il suo regno, durato circa 15 anni, lo stesso Ruggero II si avvalse della proficua collaborazione di un gran numero di studiosi, di differente provenienza e confessione, dotati di non comune preparazione in molteplici comparti del sapere del tempo.
Vittorio Gualdi ci spiega che fra di essi si distinse il geografo musulmano al-Idrīsī, che ebbe l’incarico dallo stesso Ruggero II di descrivere l’intero mondo allora conosciuto, suddiviso in “compartimenti” sulla base del clima.
L’elaborato, scritto in arabo, fu corredato di un’articolata documentazione cartografica, riprodotta anche su un pregiato planisfero d’argento, del peso di 150 kg, che fu trafugato dalla reggia di Palermo in occasione del saccheggio perpetrato da ribelli nel 1161, durante il regno di Guglielmo I, detto il Malo, figlio di Ruggero II.
La parte dell’elaborato riservata all’Italia fu tradotta in italiano da Amari e Schiapparelli e pubblicata a Roma, nel 1883, dalla Reale Accademia dei Lincei.
In nostro presente studio riguarda la toponomastica del territorio garganico, con i nomi indicati in arabo delle città, soprattutto costiere, del promontorio.
Il libro redatto da al-Idrīsī prende il nome di Libro di Ruggero, tradizionalmente chiamato “Il libro del sollazzo per chi si diletta di girare il mondo”.
La mappa del mondo di al-Idrīsī è stata considerata la più dettagliata per più di tre secoli. Un vero punto di riferimento per mercanti e viaggiatori.
Qui di seguito, la parte riguardante il Gargano, con le indicazioni delle distanze:
“Dal fiume Rivolo al wâdi kâtah (fiume Candelaro) undici miglia.
Da questo alla città di sîbunt (Siponto) due miglia. Siponto è vicina al mare.
Da questa a matinâtah (Mattinata), pure vicina al mare, dodici miglia.
Da Mattinata a sant ‘ang.lû (Monte Sant’Angelo), che sorge lontano dal mare, otto miglia.
E da Mattinata a marsâ sant f.lîgi (Porto di San Felice), che è villaggio e chiesa grande, dodici miglia.
Da questo a b.stîah (Vieste), che giace all’incurvatura del golfo dei Veneziani, sopra un promontorio che s’inoltra in mare, dodici miglia. Tra la città e la punta del promontorio corre un tiro di balestra. Questo promontorio all’estremità misura in larghezza mezzo miglio, e verso la metà è largo quattro.
Da Vieste a b.skîs (Peschici) dodici miglia.
Da Peschici a rûd.nah (Rodi) otto miglia.
Da Rodi a qaynân (Cagnano Varano) dodici miglia.
Da Cagnano a dâbîah (Devia) undici miglia.
Da Devia a lâs.nah, che dicesi pur lâz.nah (Lesina), otto miglia. Lesina giace vicina al mare.
Da Lesina a qanb mârîn (Campo Marino) dodici miglia.
Da Campo Marino a t.rm.lah (Termoli), che dicesi pur t.rm.l.s, venti miglia.
Tra Lesina e Termoli la spiaggia forma un seno.
Da Termoli alla foce del nahr b.skâr (fiume Pescara) nove miglia per mezzogiorno.”
Immagini da fonte web National Geographic Societ

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