Immigrazione in Puglia, crescono residenti e studenti stranieri ma resta il divario nel lavoro

La presenza straniera in Puglia cresce e si consolida, ma persistono profonde disuguaglianze nell’accesso al mercato del lavoro e alle professioni

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Immigrazione in Puglia, crescono residenti stranieri e studenti ma resta il divario nel lavoro

La presenza straniera in Puglia cresce e si consolida, ma persistono profonde disuguaglianze nell’accesso al mercato del lavoro e alle professioni qualificate. È quanto emerge dai dati del Dossier Statistico Immigrazione 2026 del Centro Studi e Ricerche Idos, che restituisce un quadro articolato della popolazione straniera nella regione.Alla fine del 2025 i cittadini stranieri residenti in Puglia sono 165.797, pari al 4,3% della popolazione regionale. Un incremento di 10.731 persone, equivalente al 6,9%, crescita superiore alla media nazionale del 3,5%, rispetto all’anno precedente.La provincia di Bari ospita il maggior numero di residenti stranieri, con 49.111 persone, mentre Foggia registra l’incidenza più elevata sulla popolazione provinciale, pari al 6,7%. Taranto, invece, segna l’aumento percentuale più consistente nell’ultimo anno, con una crescita dell’8,8%. La popolazione straniera si distingue per una struttura demografica più giovane rispetto a quella italiana: quasi sette residenti stranieri su dieci hanno meno di 45 anni e appena il 5,8% ha più di 64 anni, contro il 26,2% degli italiani. Un divario che evidenzia il contributo dell’immigrazione al contrasto dell’invecchiamento demografico regionale.Le principali criticità emergono nel mercato del lavoro. Gli stranieri rappresentano il 5,1% degli occupati pugliesi e presentano un tasso di occupazione del 52,6%, superiore a quello degli italiani, fermo al 50,9%. Il tasso di disoccupazione, però, è più elevato: 11,2% tra gli stranieri contro il 9,9% tra gli italiani. La disparità più evidente riguarda la distribuzione nei diversi settori e nelle professioni. In Puglia il 39,7% degli occupati stranieri lavora in agricoltura, rispetto al 6,7% degli italiani. Nel lavoro domestico è impiegato il 16,4% degli stranieri, contro appena lo 0,9% degli italiani. Nelle mansioni meno qualificate il 50,8% degli occupati stranieri svolge professioni manuali non qualificate, una quota quasi cinque volte superiore a quella degli italiani, pari al 10,4%. Al contrario, soltanto il 4,9% degli stranieri ricopre ruoli dirigenziali, intellettuali o tecnici, contro il 33,6% degli italiani. Segnali incoraggianti, però, emergono sul fronte della titolarità delle imprese: nel 2025 le imprese a titolarità immigrata in Puglia sono 22.297, pari al 6% del totale regionale. Tra il 2020 e il 2025 sono aumentate del 9,6%, mentre nello stesso periodo le imprese italiane hanno registrato una diminuzione del 5%. E’ la provincia di Lecce a concentrare quasi il 40% delle imprese immigrate presenti in regione.Quanto alla scuola, aumentano gli studenti con la cittadinanza non italiana. Nell’anno scolastico 2024/2025 gli studenti con cittadinanza non italiana iscritti nelle scuole pugliesi sono 21.177, pari al 4% della popolazione scolastica regionale. Più della metà, il 52,8%, è nata in Italia. La quota raggiunge il 70,2% nella scuola dell’infanzia, evidenziando la crescente presenza delle seconde generazioni e il loro legame con il territorio. Negli ultimi dieci anni, mentre la popolazione scolastica pugliese è diminuita del 18,7%, gli studenti con cittadinanza non italiana sono aumentati del 26,9%.Il dossier verrà presentato domani martedì 27 ottobre alle 10 nella sala Di Jeso della presidenza della Regione Puglia (Lungomare Nazario Sauro, 33 – Bari) da Antonio Ciniero, sociologo dell’Università del Salento e componente della redazione regionale Idos. Interverranno Azmi Jarjawi (dipartimento Immigrazione e Integrazione Cgil Puglia), Valentina Donno (segretaria regionale Cisl Puglia), Michelangelo Cavone (assessore al Welfare del Comune di Bari), Michela Camilla Pellicani (Università di Bari), Giuseppina De Iaco (infettivologa del Policlinico di Bari e Morteza Keyhan (mediatore interculturale). Modera Chiara Spagnolo (Repubblica).

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