In termini assoluti, i «nuovi» apulo-lucani non sono comparabili con quelli che si registrano nelle regioni maggiormente attrattive economicamente

In termini assoluti, i «nuovi» apulo-lucani non sono comparabili con quelli che si registrano nelle regioni maggiormente attrattive economicamente come la Lombardia, il Lazio, il Veneto, però la rilevazione «Cittadini non comunitari in Italia – Anno 2025», appena pubblicata dall’Istat, offre un’informazione molto significativa: la maggior parte delle persone che hanno ottenuto la cittadinanza (nel 2025 poco più di 178mila cittadini non comunitari sono diventati italiani) in Puglia e Basilicata sono donne.Ovviamente, è il territorio che può offrire più opportunità, cioè l’area di Bari, che fa da polo d’attrazione interregionale con un paio di migliaia di persone che hanno acquistato qui la cittadinanza italiana. Seguono le province di Lecce, Foggia e Potenza, con ciascuna 425-695 nuove cittadinanze e, mentre a fine classifica, con dati proprio minimi, si trovano Brindisi, Taranto e Matera. Di certo c’è che, però, proprio queste due regioni spiccano a livello nazionale per la quantità di immigrate che hanno ottenuto la cittadinanza. Nell’area di Bari, Brindisi, Taranto e Matera, infatti, la percentuale di donne varia tra il 52,50% e il 59,10. Un poco al di sotto troviamo il Potentino e il Leccese (tra il 51,22% e il 52,60 per cento) e, in ultimo, troviamo l’area del Foggiano dove la cittadinanza l’hanno ottenuta soprattutto gli uomini poiché la quota di immigrate va dal 47,42% al 49,04 per cento.Nel territorio di Taranto e di Matera di registrano le maggiori percentuali d’Italia di acquisizione di cittadinanza per matrimonio, con una quota che va dal 16,48 e il 31,80 per cento. Subito al di sotto di quel dato si trovano Bari e Lecce con una quota del 14,96-17,48% di immigrati che ha ottenuto la cittadinanza impalmando un o una connazionale. Istat non specifica se si trattai di uomini o donne, però rileva come nel Foggiano e nel Potentino, cioè nelle due province in cui sono meno le donne neo-cittadine italiane, c’è anche il minor numero di acquisizioni per matrimonio.permessi di soggiorno Tutt’altro mondo è quello dei permessi di soggiorno. Come è noto, sono documenti che permettono di soggiornare sul territorio nazionale per motivi diversi (lavoro, studio, famiglia, asilo) e per periodi che variano da pochi mesi (si pensi ai contratti a tempo determinato per i lavoratori stagionali) ai 2 anni due anni, per lavoro autonomo, per lavoro subordinato a tempo indeterminato e per ricongiungimenti familiari, fino ai più anni nel caso di studenti universitari, a 5 anni per l’asilo.Istat rileva come siano «426.956 i permessi di soggiorno rilasciati nel 2025», un boom rispetto al 2024, con «un aumento del +47,2% dopo il calo degli ultimi due anni. La crescita ha riguardato soprattutto i permessi per famiglia (+61,2%) e quelli per studio (+76,0%). I permessi per lavoro sono cresciuti del 45,9% e nell’83,2% dei casi sono stati concessi a uomini». È certamente il caso di quanto accade in Puglia e Basilicata con i permessi di lavoro in aree in cui abbonda il lavoro stagionale e nelle campagne. I permessi di soggiorno per motivi di lavoro nel Foggiano, nel Brindisino, nel Salento e nel Potentino valgono fino al 46,94% del totale dei permessi.Fatto salvo il caso di Bari, tutte le province di Puglia e Basilicata sono ai minimi in Italia per permessi rilasciati per motivi di famiglia.Per Istat in Italia «diminuiscono le richieste di asilo, sono 128.665 quelle presentate nel 2025 rispetto alle 151.120 del 2024 (-15,1%). Nello stesso periodo le Commissioni territoriali per la protezione internazionale hanno esaminato 104.560 prime istanze, respingendone il 70%. Sono oltre 4 milioni i cittadini non comunitari con regolare permesso di soggiorno al 31 dicembre 2025».

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