La Puglia è penultima in Italia per il rispetto dei tempi di attesa delle visite specialistiche. Soltanto il 55,3% delle prestazioni viene garantito

La Puglia è penultima in Italia per il rispetto dei tempi di attesa delle visite specialistiche. Soltanto il 55,3% delle prestazioni viene garantito entro i termini massimi previsti, un dato che colloca la regione ai livelli più bassi del Paese, davanti soltanto al Friuli Venezia Giulia? No, è proprio la Puglia a registrare il risultato peggiore tra le 21 realtà territoriali monitorate dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).È quanto emerge dal confronto tra i primi nove mesi del 2025 e lo stesso periodo del 2026, riportato dal Corriere della Sera, che fotografa una situazione nazionale complessivamente in miglioramento, ma ancora caratterizzata da profonde differenze territoriali.Il dato pugliese significa che quasi 45 visite specialistiche su 100 non vengono garantite entro i tempi massimi di attesa. Una criticità che continua a pesare sull’accesso alle cure e che assume particolare rilevanza per i cittadini costretti a confrontarsi con prenotazioni difficili e disponibilità spesso lontane nel tempo.
La classifica nazionale evidenzia una distanza particolarmente marcata tra le regioni più virtuose e quelle in maggiore difficoltà.In testa figura la Basilicata con il 99% di rispetto dei tempi massimi, in crescita rispetto al 94% del 2025. Seguono le Marche con il 94,7%, il Lazio con il 92,3% e il Veneto con il 90,5%.Sono quattro le regioni che riescono a garantire oltre nove prestazioni su dieci entro i termini previsti.All’estremo opposto si colloca la Puglia con il 55,3%, seguita, risalendo la graduatoria, dall’Umbria con il 62,7%, dalla Sardegna con il 64,3% e dal Friuli Venezia Giulia con il 67,8%.Tra Basilicata e Puglia si registra dunque una differenza di 43,7 punti percentuali, che rende evidente quanto il luogo di residenza possa incidere sulla tempestività dell’accesso alle prestazioni sanitarie.Secondo Agenas, la Puglia registra comunque un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, ma il progresso non è sufficiente a farle abbandonare l’ultima posizione.
Abruzzo e Lombardia migliorano di quasi dieci punti
Segnali particolarmente positivi arrivano da Abruzzo e Lombardia, entrambe protagoniste di un recupero significativo.L’Abruzzo passa dal 75,7% del 2025 all’84,9% del 2026, guadagnando 9,2 punti percentuali. La Lombardia sale invece dal 73,2% all’82,7%, con un incremento di 9,5 punti.Nella fascia compresa tra l’80% e l’89% figurano anche Calabria (87,2%), Campania (83,9%) e Molise (88,3%).Otto territori si collocano invece tra il 70% e il 79%: Emilia-Romagna (76,3%), Liguria (79,9%), Piemonte (72,2%), Provincia autonoma di Bolzano (77,8%), Provincia autonoma di Trento (70,3%), Sicilia (77,8%), Toscana (77,5%) e Valle d’Aosta (76,8%).Tra questi spicca il miglioramento della Liguria, superiore a dieci punti percentuali, mentre la Sicilia registra un peggioramento significativo, passando dall’86,6% al 77,8%.
Le soluzioni per ridurre le attese: controlli sulle ricette e intelligenza artificiale
L’analisi dell’Agenas non si limita a fotografare le differenze regionali, ma individua anche alcune esperienze organizzative che potrebbero essere replicate nei territori più in difficoltà.Nelle Marche è stato sviluppato un sistema di controllo delle prescrizioni mediche che analizza quotidianamente le richieste di visite specialistiche ed esami diagnostici, individuando eventuali incoerenze.Da gennaio 2025 sono state esaminate oltre 18 milioni di ricette, con l’individuazione, tra l’altro, di più di 50mila prescrizioni di visite specialistiche caratterizzate da quesiti diagnostici non coerenti con il primo accesso.Le anomalie hanno portato all’attivazione di verifiche e confronti con i medici prescrittori, con l’obiettivo di migliorare l’appropriatezza delle richieste senza limitare l’autonomia clinica.Un’altra esperienza arriva dalla Provincia autonoma di Trento, dove Azienda sanitaria, Università e Fondazione Bruno Kessler hanno sviluppato IntelliRAO, un prototipo di intelligenza artificiale destinato ad assistere i medici nella formulazione dei quesiti diagnostici e nell’attribuzione delle classi di priorità.L’obiettivo è rendere più omogenea la valutazione delle richieste e favorire un utilizzo più appropriato delle risorse disponibili.
Il nodo pugliese e le conseguenze per i pazienti
Per la Puglia, i numeri dell’Agenas rappresentano un indicatore particolarmente critico. Nonostante il miglioramento registrato rispetto al 2025, il sistema sanitario regionale continua a mostrare le maggiori difficoltà del Paese nel garantire il rispetto dei tempi previsti per le visite specialistiche.Una situazione che riguarda direttamente anche la provincia di Foggia e la Capitanata, pur senza che i dati regionali consentano di quantificare le prestazioni fuori tempo massimo nelle singole aziende sanitarie.Il confronto con le altre regioni dimostra che i miglioramenti sono possibili, ma evidenzia anche la necessità di interventi capaci di incidere concretamente sull’organizzazione delle prenotazioni, sull’appropriatezza delle prescrizioni e sulla disponibilità delle prestazioni.Il dato resta quello di una Puglia ultima in Italia, con poco più della metà delle visite specialistiche garantite nei tempi massimi previsti e un divario ancora molto ampio rispetto alle regioni che registrano le performance migliori.

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