Psicologia di base in Puglia: 3.500 pazienti in 6 mesi, ma il servizio rischia di scomparire

La psicologia di base in Puglia ha raggiunto oltre 3.500 persone e erogato più di 8mila prestazioni nel primo semestre del 2026. I dati, diffusi d

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La psicologia di base in Puglia ha raggiunto oltre 3.500 persone e erogato più di 8mila prestazioni nel primo semestre del 2026. I dati, diffusi dall’Ordine regionale delle Psicologhe e degli Psicologi, confermano il successo della sperimentazione avviata in attuazione della legge regionale 11/2023.Ma il servizio rischia di fermarsi: la sperimentazione scade il 31 dicembre, e l’Ordine chiede alla Regione una proroga e un modello organizzativo comune per tutte le Asl. “I numeri dimostrano che la domanda di assistenza psicologica esiste ed è concreta, così come le risposte fornite dalle Asl attraverso il servizio. Non possiamo permettere che, alla fine della sperimentazione, si interrompa un percorso che ha già raggiunto migliaia di persone” dichiara Giuseppe Vinci, presidente dell’Ordine.”Adesso servono continuità, risorse certe e un modello organizzativo comune. La salute psicologica deve essere accessibile a tutti. Garantire la continuità assistenziale è un dovere preciso del Servizio Sanitario”Chi si rivolge al servizio
I dati delle sei Asl pugliesi mostrano che tra il 67 e il 72% degli utenti è composto da donne, prevalentemente adulte. Le richieste riguardano sintomi ansioso-depressivi, disagi emotivi, lutti, separazioni, malattie croniche e isolamento sociale.Il canale principale di accesso è il medico di famiglia: a Bari e Brindisi fino al 96% degli utenti arriva attraverso il loro invio. Dove è previsto l’accesso libero, nella Bat e a Lecce, una persona su quattro si rivolge direttamente allo psicologo, facendo emergere bisogni che rischierebbero altrimenti di rimanere sommersi.Sei Asl, sei modelli diversi
Le criticità non mancano. Le sei Asl hanno adottato modelli organizzativi differenti: in alcune il servizio prevede ricetta e ticket, in altre l’accesso è libero e gratuito; l’età minima per rivolgersi allo psicologo varia dai 5 ai 14 anni e il numero di incontri previsti va da quattro a dodici. Differenze riguardano anche la gestione delle cartelle cliniche, elettroniche e collegate al fascicolo sanitario in alcuni territori, cartacee in altri.”Occorrono criteri condivisi, percorsi chiari e un sistema comune per monitorare gli interventi” sottolinea Vinci.Restano anche difficoltà nel raggiungere adolescenti e minori. In alcune realtà il loro coinvolgimento rimane limitato, mentre a Lecce, dove il raccordo con i pediatri favorisce l’accesso, i minori rappresentano circa un quarto dell’utenza. Sempre a Lecce si sono formate liste d’attesa con oltre cento persone in poche settimane.I dati dell’Asl Bari offrono un’indicazione economica precisa: tra gennaio e maggio 2026 sono stati spesi 236.545 euro per 5.628 ore di attività, con 1.198 primi accessi e 2.522 prestazioni.Sul piano dei benefici, l’Organizzazione mondiale della sanità ha stimato che ogni dollaro investito nel trattamento di ansia e depressione può generare un ritorno di quattro dollari in termini di salute e capacità lavorativa. “Questo rapporto indica un beneficio economico e sociale complessivo, non un risparmio diretto nei bilanci delle Asl” precisa Donatella Loiacono, coordinatrice della Commissione Salute dell’Ordine regionale.”La Psicologia di Base può comunque contribuire a rendere più efficiente il sistema sanitario: intercettando precocemente il disagio e indirizzando ai servizi specialistici chi ne ha effettivamente bisogno, può alleggerire la pressione su Csm, Npia e SerD. Per misurarne l’impatto economico reale servono dati omogenei sui costi e sugli esiti degli interventi”.Le quattro richieste alla Regione
Per superare la fase sperimentale, l’Ordine indica quattro priorità: rendere il servizio strutturale con risorse dedicate e condizioni contrattuali omogenee; garantire uno psicologo in ogni Casa di Comunità, con accesso diretto e collaborazione stabile con medici e pediatri; insediare l’Osservatorio Regionale previsto dalla legge istitutiva; rafforzare la governance psicologica nelle Asl, con una funzione aziendale dedicata e un referente per la psicologia di base in ogni azienda.”Chiediamo alla Regione di dare continuità al servizio e di costruire le condizioni perché sia accessibile in modo uniforme in tutta la Puglia” conclude l’Ordine regionale delle Psicologhe e degli Psicologi.”La prossimità, la prevenzione e l’equità devono diventare obiettivi concreti. Perché il disagio psicologico va intercettato prima che diventi più difficile da affrontare, e nessuno deve essere lasciato indietro per mancanza di servizi”.

 

 

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