È la provincia di Foggia a registrare il maggior numero di denunce di infortuni mortali sul lavoro in Puglia nei primi otto mesi del 2026. Undici
È la provincia di Foggia a registrare il maggior numero di denunce di infortuni mortali sul lavoro in Puglia nei primi otto mesi del 2026. Undici casi su un totale regionale di 31, un dato che colloca la Capitanata davanti a Taranto, dove le denunce sono state nove. Numeri che fotografano una situazione ancora critica sul fronte della sicurezza dei lavoratori, nonostante una lieve diminuzione dei casi mortali a livello regionale rispetto allo scorso anno.I dati emergono dal dossier “Il fenomeno infortunistico e tecnopatico”, presentato oggi nella sede pugliese dell’Inps e diffuso dall’ANSA in occasione della presentazione di due avvisi pubblici dedicati alla prevenzione.Tra gennaio e agosto 2026, in Puglia sono state denunciate complessivamente 19.042 denunce di infortunio, con un incremento del 4,95% rispetto allo stesso periodo del 2025.Foggia prima per incidenti mortali, 12 decessi in itinere in Puglia
Il dato più preoccupante riguarda proprio la provincia foggiana, dove si concentra oltre un terzo delle denunce di infortuni mortali registrate nell’intera regione.Dei 31 casi pugliesi, 12 riguardano incidenti avvenuti durante il tragitto tra casa e lavoro, i cosiddetti infortuni in itinere. Quattro denunce mortali hanno interessato lavoratrici.A livello regionale il numero complessivo delle denunce mortali è diminuito del 6,06% rispetto ai primi otto mesi del 2025, ma resta elevata l’incidenza degli incidenti legati agli spostamenti quotidiani.Il dato assume particolare rilevanza anche alla luce del tragico incidente stradale avvenuto questa mattina sulla statale 16, nel territorio di Foggia, costato la vita a un lavoratore del servizio di lavanderia del Policlinico Riuniti che, secondo quanto riferito dal sindacato USB, stava raggiungendo il posto di lavoro da San Severo.Un episodio successivo al periodo preso in esame dal dossier, per il quale resta da accertare anche l’eventuale riconoscimento come infortunio in itinere.Crescono gli incidenti durante il tragitto casa-lavoro
Tra i dati più significativi emerge l’aumento degli infortuni in itinere, passati a 2.928 denunce, con una crescita del 10,03% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.In aumento anche le denunce presentate dalle lavoratrici: 6.884 nei primi otto mesi del 2026, il 10,89% in più rispetto al 2025.Guardando alla distribuzione territoriale degli infortuni complessivi, è la provincia di Bari a registrare il numero più elevato, con 6.968 denunce, seguita da Lecce con 3.184.Diversa, invece, la graduatoria degli incidenti mortali, che vede Foggia al primo posto e Taranto al secondo.Sanità e agricoltura i settori più colpiti
Per quanto riguarda i comparti produttivi, il maggior numero di denunce di infortunio si registra nella sanità e nell’assistenza sociale, con 1.762 casi nei primi otto mesi dell’anno.Segue l’agricoltura, con 1.444 denunce.Sul fronte degli infortuni mortali, invece, il settore più colpito è quello delle costruzioni, con sei denunce.Il dossier prende in esame anche le malattie professionali, che hanno registrato una forte crescita nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025.Nei primi otto mesi del 2026 le denunce di malattia professionale sono state complessivamente 8.436 in Puglia, delle quali 3.093 nella sola provincia di Taranto.Prevenzione, stanziati 350mila euro
I dati sono stati presentati in occasione dell’illustrazione dell’avviso pubblico 2026 per lo sviluppo dell’azione di prevenzione su base regionale.Contestualmente è stato presentato anche l’avviso “Prevenzione è cultura”, finalizzato a promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi negli ambienti di lavoro.Per le due iniziative è prevista una dotazione finanziaria complessiva di 350mila euro.I numeri confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza, non soltanto all’interno delle aziende e dei cantieri, ma anche durante gli spostamenti quotidiani dei lavoratori. Una questione particolarmente sentita in provincia di Foggia, dove le distanze tra i centri abitati e i luoghi di lavoro rendono spesso indispensabile l’utilizzo dell’automobile privata.

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