Si consolida la cooperazione tra i Comuni del Piano sociale di zona: il Consiglio comunale di Manfredonia ha approvato la Convenzione tra Manfredoni

Si consolida la cooperazione tra i Comuni del Piano sociale di zona: il Consiglio comunale di Manfredonia ha approvato la Convenzione tra Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Mattinata e Zapponeta, per la gestione associata dei servizi sociali e l’Accordo di programma con la ASL Foggia – Distretto sociosanitario di Manfredonia.
«Due atti importanti – ha evidenziato il sindaco Domenico La Marca – per la gestione associata dei servizi sociali e delle politiche sociali e sociosanitarie del territorio di riferimento».
La Convenzione serve a organizzare in forma associata le politiche sociali e sociosanitarie del territorio, mettendo in comune programmazione, risorse e servizi per rispondere meglio ai bisogni delle persone e delle famiglie. «Non è soltanto un accordo amministrativo – afferma il sindaco La Marca – è uno strumento attraverso il quale quattro amministrazioni locali possono costruire un sistema di welfare territoriale più coordinato, evitando che ogni Comune affronti isolatamente problemi che spesso sono comuni».
La convenzione consente ai quattro Comuni di programmare insieme le politiche sociali, partendo dall’analisi dei bisogni della popolazione; condividere risorse economiche e organizzative, secondo le regole previste dagli accordi e dai finanziamenti; coordinare i servizi sociali con quelli sanitari, in collaborazione con l’ASL e il Distretto sociosanitario; rafforzare gli interventi, attraverso personale, competenze e progetti organizzati a livello di Ambito; garantire maggiore omogeneità nell’accesso ai servizi, pur nel rispetto delle diverse situazioni locali.
Capofila dell’Ambito territoriale è Manfredonia. Un ruolo che comporta una responsabilità organizzativa e amministrativa importante, come ospitare l’Ufficio di Piano, assicurare il supporto alla gestione associata e dare attuazione agli atti secondo le competenze previste. La funzione di capofila, tuttavia, non significa che Manfredonia debba decidere da sola. Gli indirizzi sono condivisi con gli altri Comuni attraverso il Coordinamento istituzionale e gli strumenti di programmazione dell’Ambito.
La convenzione è, in definitiva, lo strumento istituzionale che permette a Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Mattinata e Zapponeta di affrontare insieme i bisogni sociali. Il suo valore si misura non nel numero degli accordi sottoscritti, ma nella capacità di trasformare le risorse pubbliche in servizi accessibili, prevenzione del disagio, inclusione e migliore qualità della vita.
Non meno fondamentale è l’Accordo di programma tra Ambito territoriale sociale e la ASL Foggia – Distretto sociosanitario di Manfredonia. La sua funzione è quella di coordinare gli interventi sociali del Comuni con le prestazioni sanitarie della ASL, per assicurare alle persone e alle famiglie servizi integrati, senza essere costrette a rivolgersi separatamente a enti che spesso devono affrontare gli stessi problemi.
«Non si tratta di un semplice atto amministrativo bensì lo strumento che rende concreta la collaborazione tra i servizi sociali e servizi sanitari sul territorio» – ha insistito l’assessora al welfare, Maria Teresa Valente, nel presentare i provvedimenti. «Parliamo – ha spiegato – di rete antiviolenza, tutela dei minori, affido familiare, cure domiciliari, servizi per anziani e persone con disabilità, strutture diurne e residenziali sociosanitarie. E sono previsti ulteriori protocolli su integrazione scolastica degli alunni con disabilità, Progetto di Vita e dimissioni protette».
I due punti all’odg sono stati approvati dalla maggioranza; l’opposizione ha votato contro; un solo astenuto.
«È una scelta politica, quella della opposizione, che faccio fatica a comprendere – ha rilevato l’assessora Valente – perché non si stava votando una bandiera di parte, ma strumenti che riguardano situazioni di fragilità. E sorprende ancora di più il voto contrario di chi presiede la Commissione consiliare che si occupa di salute: proprio su un accordo che punta a rafforzare l’integrazione tra sociale e sanitario. Una contraddizione che non trova spiegazioni plausibili. Io continuo a pensare che su temi come questi si debba avere la capacità di andare oltre gli schieramenti di parte».
Michele Apollonio

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