Il Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle Manfredonia ha annunciato «l’organizzazione di nuovi eventi e momenti di approfondimento sui temi più impo

Il Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle Manfredonia ha annunciato «l’organizzazione di nuovi eventi e momenti di approfondimento sui temi più importanti per il futuro della città». E li elenca: Sanità, Treno-tram, Turismo, Ambiente. Non senza precisare che saranno affrontati «con competenza e proponendo soluzioni concrete».
Chiaramente fa piacere e conforta che una forza politica, ancorché di opposizione, si occupi dei «temi più importanti per il futuro della città» con l’obiettivo di proporre «soluzioni concrete». La dimostrazione che anche da posizioni diverse da quella della maggioranza al governo della città, si possono (ma sarebbe più auspicabile “si debbano”) avanzare “soluzioni concrete” inerenti a problematiche che giovino alla città.
Al momento è solo un enunciato di buone intenzioni che dovranno essere corredate, come dichiarato, da proposte concrete, cioè praticabili tenendo presente le condizioni e le situazioni del Comune di Manfredonia.
Naturalmente l’elenco proposto (sanità, treno-tram, turismo, ambiente) non è esaustivo delle problematiche che assillano Manfredonia e da decenni. Ce ne sono ben altre, ma soprattutto manca il tema più importante, fondamentale, quello dal quale dipendono anche i citati settori, vale a dire il l a v o r o. Senza attività economiche che producono ricchezza non si va da nessuna parte. Come la stessa Manfredonia dimostra.
Il lavoro, non lo si scopre oggi, è il motore economico, sociale e civile che organizza la vita urbana e definisce l’identità della comunità. Il lavoro genera ricchezza, riduce il rischio di emarginazione, blocca l’emigrazione, concorre al progresso materiale e spirituale della comunità cittadina.
Manfredonia si è sviluppata demograficamente e quindi urbanisticamente, in corrispondenza di solide attività economiche. La loro perdita ha determinato forte emigrazione con abbandono dei giovani e impoverimento generalizzato. Senza andare lontano, valga l’esempio della pesca il cui stato comatoso è rappresentato dalla inattività del “grandioso” mercato ittico.
Vero è che gran parte della responsabilità della situazione locale è da ricondurre a quella più generale nazionale: le lamentele che si levano a Manfredonia sono più o meno analoghe a quelle di altre città similari e non. Ma Manfredonia espone delle opportunità lasciate inoperose: il porto, le aree adiacenti, l’area industriale, la stessa pesca. Se opportunamente attivate sono in grado di cambiare le cose da così a così.
C’è un esempio quanto mai emblematico di tale malessere: le aree industriali PIP e DI46 di Coppa del vento, la famosa area del Contratto d’area, qualche chilometro fuori città, sono bloccate per quella che può sembrare una inezia (ma in pratica lo è): il mancato allaccio alla conduttura dell’acqua previsto tra i servizi del Contratto d’area, ma mai realizzato e il perché e relegato nei misteri che gravano su quella iniziativa statale cui era agganciato lo sviluppo economico del territorio. L’assurdo, ma non è il solo aspetto, è che i soldi ci sono e attendono di essere richiesti e utilizzati. Sono trascorsi inutilmente alcuni decenni senza che foglia si sia mossa. Tutto pare avvolto nel più fitto e inspiegabile mistero.
L’amministrazione comunale in carica insegue quelle somme pendenti, ma senza alcun risultato utile. Pare che occorre presentare un rendiconto delle operazioni del Contratto d’area che pare sia stato predisposto. Ma allora come mai è tutto fermo. L’acqua non arriva.
Si è persa anche la provvidenziale opportunità di attingere ai cospicui fondi destinati alle ZES. Il risultato è che ci sono iniziative industriali che non possono partire per quel “banale” inghippo del mancato allaccio alla conduttura dell’acqua. Possibile che non si riesca a superare una impasse così semplice tanto da far sorgere interrogativi poco rassicuranti. Quel mancato allaccio all’acqua paradossalmente tiene bloccati centinaia posti di lavoro. Dove sta l’ostacolo? Occorre l’intervento di autorità superiori?
Una situazione niente affatto rassicurante aggravata in questi giorni dalle manifestazioni di protesta per il caro carburante che ha costretto categorie fondamentali dell’intera regione, quali autotrasportatori, agricoltori, pescatori, a scendere per le strade per manifestare l’impossibilità a lavorare. Manfredonia si è unità a tutta la provincia nelle manifestazioni di protesta capitanate dai sindaci ai quali si è unito l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, padre Franco Moscone sempre attento agli aspetti sociali di questioni fondamentali come quelle connesse al lavoro.
Una fase delicata della quotidianità scossa da situazioni economiche e dunque sociali al limite della sopportabilità che reclamano interventi drastici appropriati.

Michele Apollonio

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