Il gasolio continua a correre e supera i 2,39 euro al litro sulla rete autostradale italiana, mentre in Puglia comincia lentamente a migliorare la

Il gasolio continua a correre e supera i 2,39 euro al litro sulla rete autostradale italiana, mentre in Puglia comincia lentamente a migliorare la situazione dei rifornimenti dopo giorni di proteste, blocchi e distributori rimasti senza carburante. Due facce della stessa emergenza: da un lato i prezzi sempre più elevati, dall’altro le difficoltà di approvvigionamento che hanno interessato diverse aree della regione.Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), elaborati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, il costo medio del gasolio in modalità self service sulle autostrade ha raggiunto 2,296 euro al litro, rispetto ai 2,278 euro del giorno precedente. Un aumento di 1,8 centesimi in appena 24 ore.La benzina, sempre sulla rete autostradale, si attesta invece a 2,050 euro al litro, in diminuzione rispetto ai 2,248 euro della precedente rilevazioneSulla rete stradale nazionale il prezzo medio del gasolio è di 2,257 euro al litro, mentre la benzina costa mediamente 2,030 euro.
Gasolio, un pieno da 50 litri costa oltre 114 euro
Il peso dei rincari si riflette direttamente sui costi sostenuti dagli automobilisti e dalle imprese.Con il prezzo medio autostradale di 2,296 euro al litro, un pieno di 50 litri di gasolio costa 114,80 euro. Sulla rete stradale ordinaria, allo stesso quantitativo corrisponde una spesa di 112,85 euro.Rispetto alla rilevazione precedente, il pieno in autostrada costa 90 centesimi in più.Il rincaro assume particolare rilievo nel pieno della mobilitazione degli autotrasportatori e degli agricoltori, che da giorni protestano anche in provincia di Foggia per l’aumento dei costi energetici e le difficoltà economiche delle rispettive attività.Per chi utilizza quotidianamente mezzi pesanti, trattori e veicoli commerciali, anche pochi centesimi di aumento al litro possono incidere sensibilmente sui bilanci.
Puglia, ripartono i camion dalla raffineria di Taranto
Intanto arrivano segnali di miglioramento sul fronte delle forniture.Come riferisce la Repubblica Bari, dopo la rimozione del blocco alla raffineria Eni di Taranto, legato alla protesta dei lavoratori dell’ex Ilva, nel pomeriggio del 16 ottobre sono ripartite le autocisterne dirette verso il capoluogo pugliese.Il ritorno alla normalità, tuttavia, non è immediato.A Bari diversi distributori continuano a registrare difficoltà. Alla stazione di servizio Albergo Petroli di via Giovanni Gentile risultavano ancora assenti benzina e gas, mentre le scorte di gasolio erano limitate.Al distributore De Sal di via Fanelli i rifornimenti arrivavano a singhiozzo, soprattutto per il diesel, mentre scarseggiava la benzina.Situazione migliore alla stazione di servizio Ip sulla statale 16, dove erano tornati disponibili entrambi i carburanti dopo l’esaurimento delle scorte registrato nella serata precedente.Il ripristino delle consegne, dunque, rappresenta un primo passo verso la normalizzazione, ma non garantisce ancora la piena disponibilità di carburante in tutti gli impianti.
Aeroporti di Bari e Brindisi, revocati gli avvisi sulle scorte
Un altro segnale positivo arriva dagli aeroporti pugliesi.Aeroporti di Puglia ha comunicato la cancellazione dei Notam emessi il 13 ottobre per gli scali di Bari e Brindisi. Gli avvisi segnalavano una disponibilità limitata di carburante destinato agli aeromobili.La revoca è stata disposta dopo lo sblocco dei rifornimenti e segna il ritorno alla regolare operatività sotto il profilo della disponibilità di carburante.La società aeroportuale ha precisato che, nonostante le difficoltà degli ultimi giorni, le attività degli scali si sono sempre svolte regolarmente, senza interruzioni e garantendo la continuità dei servizi.
La protesta in Capitanata e il nodo dei prezzi
La ripresa delle forniture non risolve però il problema che ha alimentato le proteste in provincia di Foggia.Nei giorni scorsi autotrasportatori, agricoltori e altre categorie produttive hanno organizzato presidi lungo importanti arterie stradali, dall’A14 nella zona di Poggio Imperiale e Lesina all’A16 nei pressi di Candela, fino alla statale 16 e ad altre località della Capitanata.Al centro delle rivendicazioni ci sono i costi del carburante, diventati sempre più difficili da sostenere per imprese già alle prese con margini ridotti e prezzi di vendita giudicati insufficienti.Le difficoltà nei rifornimenti hanno inoltre alimentato preoccupazioni tra gestori degli impianti, commercianti e operatori della distribuzione.La situazione pugliese presenta quindi due problemi distinti: la disponibilità fisica del carburante, che potrebbe migliorare con la ripartenza delle autocisterne, e il livello dei prezzi, che continua invece a gravare su famiglie e imprese.I nuovi dati del Mimit confermano che, almeno per il gasolio, la pressione economica non si è ancora attenuata.

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