Caro carburanti, Boccia contro Salvini: “Undici giorni sono troppi”

Le proteste di agricoltori e autotrasportatori si moltiplicano, i blocchi stradali mettono in difficoltà la distribuzione delle merci e il confron

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Le proteste di agricoltori e autotrasportatori si moltiplicano, i blocchi stradali mettono in difficoltà la distribuzione delle merci e il confronto con il Governo viene fissato soltanto per il 27 ottobre. Una tempistica contestata da Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, che chiede al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini di anticipare immediatamente l’incontro con le categorie.,L’esponente dem interviene anche sulle manifestazioni studentesche, criticando l’atteggiamento del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e invitando l’Esecutivo a distinguere gli episodi di violenza dalle ragioni delle mobilitazioni.

Trasporti in difficoltà, chiesto un tavolo immediato

Al centro della presa di posizione c’è la situazione economica denunciata dagli operatori agricoli e dell’autotrasporto, alle prese con l’aumento dei costi e con difficoltà che, secondo Boccia, stanno compromettendo la sostenibilità delle attività lavorative. Il parlamentare ritiene che la convocazione ministeriale prevista per il 27 ottobre sia troppo distante rispetto all’urgenza delle problematiche segnalate. “L’Italia è attraversata dalle proteste, agricoltori e autotrasportatori denunciano di non riuscire più a vivere del proprio lavoro, i blocchi mettono a rischio i rifornimenti. E Salvini che fa? Convoca un tavolo per il 27 ottobre. Tra undici giorni! Ma cosa può esserci di più urgente, per un ministro dei Trasporti, di un Paese in cui si fermano i trasporti? Quel tavolo va convocato immediatamente, coinvolgendo anche le rappresentanze territoriali”. La richiesta del presidente dei senatori democratici riguarda quindi sia l’anticipo dell’incontro sia l’allargamento del confronto alle organizzazioni territoriali coinvolte nelle proteste.

Scuola e manifestazioni, le critiche a Valditara

Boccia collega le tensioni nel mondo produttivo alle manifestazioni dei giovani che chiedono maggiori investimenti nella scuola pubblica e si mobilitano sui temi della pace. Il parlamentare critica l’attenzione riservata dal ministro Valditara agli episodi di violenza registrati durante alcuni cortei, sostenendo che non debbano essere trascurate le questioni sollevate dagli studenti. “E mentre chi lavora chiede di non essere abbandonato, migliaia di giovani scendono in piazza per una scuola pubblica migliore e un futuro di pace. Valditara vede i petardi, ma non le scuole che cadono a pezzi. Non vede neppure gli insegnanti che a Torino hanno fatto scudo con i propri corpi ai ragazzi. La violenza va condannata, ma non si possono cancellare le ragioni di una generazione”.

L’appello a Meloni: “Ascoltare chi protesta”

Nella sua dichiarazione, Boccia riunisce le rivendicazioni delle categorie produttive e quelle degli studenti in una critica più ampia all’azione del Governo. Il presidente dei senatori del PD sostiene che l’Esecutivo dovrebbe dare priorità all’ascolto delle persone mobilitate, evitando di concentrarsi esclusivamente sulle forme della protesta. “Agricoltori, autotrasportatori e studenti non chiedono privilegi. Chiedono rispetto, dignità e futuro. Meloni e i suoi ministri smettano di prendersela con chi protesta e comincino ad ascoltare. Quando un Paese alza la voce perché non ce la fa più, il dovere di un Governo non è farlo aspettare. È rispondere”. L’incontro con gli autotrasportatori risulta convocato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per martedì 27 ottobre alle ore 16, con la partecipazione prevista anche di rappresentanti della Presidenza del Consiglio, del Ministero dell’Economia e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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