Qualche certezza, alcune incognite. E i primi calcoli nei partiti. Il sistema misto della nuova legge elettorale per le Politiche, cioè base propo

Qualche certezza, alcune incognite. E i primi calcoli nei partiti. Il sistema misto della nuova legge elettorale per le Politiche, cioè base proporzionale “corretta” da un premio di maggioranza, va proiettato ora sui territori. Partendo da chi, almeno nei principali partiti, ha in tasca già un pezzo di elezione, o quasi: i capilista bloccati e blindati nei collegi plurinominali, in Puglia quattro alla Camera e uno al Senato per ciascuna forza politica. Il ritorno delle preferenze (fino a tre), avrà impatti concreti quantomeno variabili, o persino minimi, e parzialmente a beneficio giusto dei grandi partiti. Tra i rebus c’è senz’altro la composizione dei listini regionali di coalizione (in Puglia uno per la Camera e uno per il Senato) dai quali pescare i parlamentari del premio di governabilità, che scatta se la coalizione vincente raccoglie almeno il 42% dei voti sia alla Camera che al Senato: 70 deputati e 35 senatori in più, in Puglia si traduce in 5 e 2 seggi. Le coordinate essenziali della nuova legge elettorale, che punta a garantire stabilità ma che non è esente da possibili effetti distorsivi, finiscono ora non solo al vaglio della Corte costituzionale, ma anche sul banco di prova dei partiti. Tra scelte e strategie.

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