Rafforzare l’attività di controllo e monitoraggio degli affitti brevi, verificando in particolare il rispetto degli obblighi previsti dalla normativ

Rafforzare l’attività di controllo e monitoraggio degli affitti brevi, verificando in particolare il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa, la corretta esposizione del Cin e gli adempimenti relativi alla sicurezza”.È la proposta di Federalberghi alla Regione Puglia. “Non chiediamo di fermare l’innovazione né di cancellare gli affitti brevi – Francesco Caizzi, vicepresidente nazionale e presidente Puglia di Federalberghi -, Chiediamo semplicemente che chi opera sul mercato turistico sia sottoposto a regole proporzionate alla reale natura della propria attività. La Puglia ha scelto il turismo come uno dei propri principali motori di sviluppo. Ora deve scegliere anche quale turismo vuole costruire. Non basta aumentare il numero degli arrivi e delle presenze.Secondo la federazione degli albergatori, sono 49.634 gli annunci rilevati ad agosto 2026 (+1.2% rispetto al 2025), di cui 81% appartamenti interi, 55,7% con apertura superiore a 6 mesi, 17,8% Cin non indicato, 69,9% pubblicato da host che gestisce più alloggi. Un dato che colloca la Puglia al quinto posto tra le regioni italiane, dietro Toscana, Lombardia, Sicilia e Lazio. In questo quadro, Bari conta 3.989 annunci, mentre Ostuni ne registra 2.777: entrambe sono tra le prime venti città italiane per numero di annunci Airbnb.“Questi numeri – conclude Caizzi – da soli dovrebbero essere sufficienti per superare definitivamente l’idea che si tratti di un fenomeno marginale o di semplice condivisione dell’abitazione. La questione non è essere favorevole o contrari agli affitti brevi. La questione è se, in una grande regione turistica come la Puglia, possono convivere due mercati con regole differenti”.

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