Spesso guardiamo il nostro mare e la piana del Tavoliere senza immaginarne la storia millenaria. Molti concittadini mi chiedono: come si è format


Spesso guardiamo il nostro mare e la piana del Tavoliere senza immaginarne la storia millenaria. Molti concittadini mi chiedono: come si è formato il nostro Golfo e perché la terraferma si è fermata proprio qui?
Per capirlo dobbiamo fare un salto indietro nel tempo:
Pliocene Superiore (da 5,3 a 2,6 milioni di anni fa):
L’intero Tavoliere non esisteva ancora ed era sommerso da un antico mare chiamato Fossa bradanica, schiacciato tra l’Appennino e il blocco calcareo del Gargano e delle Murge.
Pleistocene Medio-Superiore (da 2,6 milioni a 11.700 anni fa):
In questo periodo la terraferma ha iniziato a sollevarsi spinta dai movimenti tettonici. I fiumi scendenti dal Subappennino hanno trasportato montagne di sedimenti, colmando gli antichi golfi interni e spingendo la costa sempre più a est.
Ma perché il Golfo di Manfredonia è rimasto mare?
A fare la differenza è stata la Faglia di Mattinata (o linea Garganica), un’imponente spaccatura della crosta terrestre che attraversa il Gargano e si prolunga in mare. Mentre il Tavoliere si sollevava, il movimento lungo questa faglia ha provocato uno sprofondamento tettonico (subsidenza) proprio nell’area davanti a Manfredonia. In pratica, la crosta si è abbassata creando una “trappola” naturale dove il mare è potuto rimanere fino a oggi.
Le lagune tra Siponto e Zapponeta: testimoni dell’ultima emersione
Le oasi naturali e le zone umide costiere ancora oggi visibili tra Siponto e Zapponeta rappresentano una testimonianza geomorfologica fondamentale: costituiscono infatti uno degli ultimi settori di emersione del Tavoliere. Quest’area di transizione si è formata grazie al continuo accumulo dei detriti fluviali e torrentizi trasportati verso mare, che hanno progressivamente isolato le antiche insenature marine dando origine alle odierne lagune costiere.
Un’oasi di vita e nutrimento per il mare:
Essendo una baia riparata a nord dal Gargano e alimentata dagli apporti d’acqua dolce e nutrienti dei fiumi e delle zone umide costiere (come il Lago Salso e la Laguna del Re), il Golfo funziona come una vera e propria “nursery” marina! Le acque basse e protette trattenute dal Golfo sono ricche di fitoplancton e materia organica, offrendo l’habitat ideale per la riproduzione e la crescita di tantissime specie di molluschi, crostacei e pesci dell’Adriatico.
Ricostruzione basata sulla letteratura scientifica di riferimento per la geologia e l’ecologia della Puglia (tra cui Spalluto & Moretti, 2006; Ricchetti et al.) e integrata con i miei studi e rilievi sul territorio.

Immagine video: Google Earth, successivamente modificata a scopo didattico.

COMMENTI