Fine vita, in Puglia ancora distanze tra gli schieramenti

il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Paride Mazzotta respinge l'offerta della maggioranza di lavorare a un nuovo testo condiviso s

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Il fine vita è un tema che riguarda molti malati con malattie irreversibili

il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Paride Mazzotta respinge l’offerta della maggioranza di lavorare a un nuovo testo condiviso sul fine vita. Un testo c’è già, dice, ed è quello depositato dal forzista Marcello Lanotte e Napoleone Cera della Lega.Il riferimento è alla proposta di legge depositata dal forzista Marcello Lanotte e Napoleone Cera della Lega. Pd e Movimento cinquestelle hanno presentato una loro proposta per organizzare l’accesso al suicidio medicalmente assistito nelle strutture sanitarie regionali. Entro trenta giorni dall’approvazione, è l’idea, le Asl devono predisporre una commissione medica che valuti ogni singolo caso. Il perimetro è quello stabilito dalla Corte Costituzionale. Cioè il paziente deve essere tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, affetto da una patologia irreversibile, pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli. Partenza con le audizioni delle associazioni laiche e pro-vita, quindi l’apertura al confronto con l’opposizione.Dopo la Toscana, la Sardegna, l’Emilia Romagna e il Veneto, la Puglia potrebbe essere la quinta regione italiana con una legge sul fine vita. Ma le distanze tra gli schieramenti sono ancora tante, a cominciare dal ruolo delle cure palliative: centrali ma non obbligatorie per la maggioranza; prioritarie invece per il centrodestra che pone l’accento anche sull’obiezione di coscienza per gli operatori.

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