Virus sinciziale in Puglia, è bufera sulla profilassi per i neonati: la Regione rassicura e replica ai pediatri

“La profilassi contro il virus respiratorio sinciziale e le modalità con cui la Regione Puglia intende organizzarla per la stagione 2026-2027 rich

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“La profilassi contro il virus respiratorio sinciziale e le modalità con cui la Regione Puglia intende organizzarla per la stagione 2026-2027 richiedono un confronto istituzionale urgente e approfondito. Per questo motivo, ho inoltrato una richiesta di audizione III Commissione, a carattere di assoluta urgenza, chiedendo l’ascolto del presidente della Giunta regionale della Puglia, Antonio Decaro e dell’assessore regionale alla Sanità”. Così il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera (Lega).

Il commento di Scalera

Al centro della richiesta vi è l’impostazione prevista dal governo regionale pugliese per la prossima stagione, secondo la quale la profilassi con anticorpo monoclonale sarebbe destinata ai bambini nati dal primo ottobre 2026 al 31 marzo 2027, con somministrazione presso i Punti Nascita. Una scelta che, secondo quanto segnalato da oltre duecento pediatre e pediatri pugliesi attraverso una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione, rischierebbe di lasciare fuori dalla profilassi i bambini nati tra il 1° aprile e il 30 settembre 2026, che si troverebbero ad affrontare il primo inverno proprio nei primi mesi di vita. “Su una materia così delicata è indispensabile che ogni scelta sia accompagnata da dati, evidenze scientifiche e criteri trasparenti. L’obiettivo è quello di acquisire tutti gli elementi necessari per comprendere le ragioni delle decisioni assunte dalla Regione e verificare che la strategia di prevenzione adottata per il Vrs sia coerente con le esigenze di tutela della salute dei bambini e con il quadro nazionale”.

Cos’è il virus respiratorio sinciziale

Il virus respiratorio sinciziale rappresenta una delle principali cause di infezione delle basse vie respiratorie nei primi anni di vita ed è una rilevante causa di ospedalizzazione nel primo anno. Le professioniste e i professionisti che hanno sottoscritto la lettera evidenziano, inoltre, come una quota significativa delle ospedalizzazioni interessi i bambini nei primi mesi di vita e come la presenza o meno di specifiche condizioni di rischio non consenta di individuare una fascia completamente esente dalla possibilità di sviluppare forme cliniche che richiedano cure ospedaliere. La questione, quindi, investe profili di sanità pubblica, prevenzione, appropriatezza degli interventi, tutela della salute infantile, oltre alle ricadute organizzative sui servizi sanitari e alle preoccupazioni espresse dalle famiglie e dagli stessi pediatri. L’audizione consentirà di acquisire elementi puntuali sulle motivazioni scientifiche, epidemiologiche e organizzative che hanno portato all’individuazione della popolazione destinataria della profilassi e, in particolare, sulle ragioni dell’esclusione dei bambini nati tra il 1° aprile e il 30 settembre 2026. Sarà inoltre necessario conoscere i dati epidemiologici regionali relativi alle infezioni da Vrs, alle bronchioliti e alle ospedalizzazioni pediatriche nelle diverse fasce di età, nonché verificare la coerenza degli indirizzi regionali con le raccomandazioni e le indicazioni nazionali vigenti per la stagione 2026-2027. 

La replica dell’assessore Pentassuglia

La Regione Puglia, per voce dell’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia chiarisce la sua posizione relativamente alla nota inviata dalle pediatre pugliesi circa la presunta volontà dell’ente di non voler vaccinare i bambini pugliesi.“Stupisce e lascia l’amaro in bocca la presa di posizione, se non accusa diretta, che una parte delle pediatre pugliesi rivolge alla Regione in merito all’immunizzazione dei neonati da Virus Sinciziale Respiratorio. È bene chiarire una cosa: la Regione Puglia non mette a repentaglio la salute dei neonati. E i rappresentanti dei pediatri, che nei giorni scorsi hanno partecipato a riunioni con i dirigenti regionali sulla campagna vaccinale antinfluenzale e su quella di immunizzazione Vrs, lo sanno bene”Pentassuglia prosegue: “Negli stessi incontri sono state affrontate proprio le linee generali dell’accordo tra Regione e Pediatri di libera scelta che dovrà essere definito nel corso della riunione convocata per lunedì prossimo. È il caso di ricordare che gli accordi sottoscritti negli scorsi anni hanno previsto un compenso aggiuntivo rispetto a quanto i pediatri già percepiscono per ogni assistito. Anche questo tema è oggetto dell’accordo tra Regione e sindacati dei medici che dovrà essere discusso lunedì”.Sull’allarme lanciato dal referente regionale delle cure pediatriche e dalle pediatre che hanno sottoscritto una lettera inviata in Regione è legato in particolare all’immunizzazione da virus respiratorio sinciziale, l’assessore precisa che quest’anno non è stata ancora sottoscritta l’intesa Stato-regioni, “necessaria a coprire questo tipo di offerta, che non rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza”.La Regione Puglia avrebbe sollecitato il Ministero della Salute a presentarla in Commissione salute ma al momento non vi sarebbe notizia della sottoscrizione. “La Regione Puglia, in ogni caso, ha dosi in giacenza e dosi in arrivo che saranno somministrate. Ai piccoli nati dal primo ottobre 2026 al 31 marzo 2027 la somministrazione su assenso dei genitori sarà effettuata nei punti nascita degli ospedali e nelle strutture convenzionate prima del loro ritorno a casa. ”Così come è accaduto negli anni precedenti” spiega Pentassuglia. “Per i bambini nati tra aprile e settembre 2026, la vaccinazione Vrs sarà somministrata dai Pediatri di Libera Scelta. Per fare ciò occorrerà perfezionare l’accordo sul compenso aggiuntivo richiesto dai Pediatri ed il cui ammontare è in corso di definizione””Si deve precisare che poco più della metà delle vaccinazioni è fatta nelle neonatologie ospedaliere ed il resto negli studi pediatrici. L’immunizzazione viene fatta nel periodo autunnale ed è tradizionalmente partita ad ottobre inoltrato. Per tali ragioni l’allarme diffusosi a mezzo stampa appare privo di spiegazioni e potrebbe apparire collegato alla trattativa in corso sulla misura dei compensi aggiuntivi. Ma ciò, come è chiaro, non ha alcuna relazione con la salute dei piccoli”.

 

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