Marche, Abruzzo e Puglia: si punta alle ricerche in mare

Il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto i ricorsi presentati dalle Regioni Marche, Abruzzo e Puglia (insieme a diversi enti locali e ass

Anche una Famiglia di Mattinata in Quarantena
Manfredonia, il 12 aprile torna la regata velica della classe 420
Covid, focolai in quattro strutture residenziali e semiresidenziali in Capitanata: 32 persone contagiate e altre 55 in quarantena

Marche, Abruzzo e Puglia: si punta alle ricerche in mare

Il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto i ricorsi presentati dalle Regioni Marche, Abruzzo e Puglia (insieme a diversi enti locali e associazioni ambientaliste) contro i decreti ministeriali di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). La pronuncia dei giudici amministrativi ha dato semaforo verde alle prospezioni geofisiche e alla ricerca di idrocarburi nel sottosuolo marino dell’Adriatico.L’area interessataL’intervento e le indagini geofisiche (spesso eseguite con la tecnica dell’airgun) coprono un bacino marino vastissimo:Estensione: Oltre 30.000 chilometri quadrati di mare. Tratto di mare: Dal tratto centro-settentrionale (al largo delle Marche e dell’Abruzzo) fino al largo della costa pugliese (Gargano e Salento).Operatori coinvolti: Società petrolifere ed energetiche nazionali e internazionali (tra cui ENI e Spectrum Geo).I nodi del contendereLa difesa del territorio: Le Regioni e gli enti locali hanno contestato i permessi per il rischio di impatto della tecnica dell’airgun sulla fauna marina (pesci e cetacei), per i possibili rischi di subsidenza dei fondali e per il danno potenziale alle attività turistiche e di pesca.Le motivazioni della sentenza: Il Consiglio di Stato ha argomentato che la semplice attività di ricerca geofisica tramite rilievi sismici 2D/3D non costituisce di per sé un danno irreversibile e che le valutazioni d’impatto ambientale statali hanno risposto ai requisiti legali previsti dalla normativa nazionale ed europea.

COMMENTI

WORDPRESS: 0