Tetto al prezzo carburanti, Confcommercio Puglia: “È un segnale, ma serve risposta strutturale”

“Quando aumenta il costo del carburante, non aumenta soltanto il prezzo di un pieno. Aumentano i costi di trasporto, di approvvigionamento, delle

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“Quando aumenta il costo del carburante, non aumenta soltanto il prezzo di un pieno. Aumentano i costi di trasporto, di approvvigionamento, delle consegne e, più in generale, del fare impresa”. Lo sottolinea il presidente di Confcommercio Puglia, Vito D’Ingeo, intervenendo sulle recenti iniziative di contenimento dei prezzi, a partire dal price cap introdotto da Eni dal 28 settembre, con un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, inizialmente per trenta giorni.

“Quando il costo del trasporto aumenta, la pressione attraversa l’intera filiera”

Alla misura si sono aggiunti Ip e, dal 1° ottobre, Q8. “È un segnale che guardiamo con attenzione – afferma D’Ingeo – perché il caro carburanti non riguarda soltanto l’automobilista, ma commercio, distribuzione, servizi, turismo, autotrasporto e tutte le attività nelle quali la mobilità è parte essenziale del lavoro. Quando il costo del trasporto aumenta, la pressione attraversa l’intera filiera e può arrivare fino al prezzo finale”. Secondo D’Ingeo, tuttavia, il dato deve essere letto nel suo contesto: “La domanda è da quale punto di partenza stiamo valutando questa misura? Eni indica il proprio tetto come circa 17 centesimi inferiore agli attuali livelli medi, ma si tratta di un intervento temporaneo. Dobbiamo guardare all’andamento dei prezzi che ci ha portato fin qui e capire quale sia il beneficio effettivo rispetto ai livelli precedenti”.

“Occorre trasparenza sulla formazione del prezzo”

“Una cosa è il beneficio immediato – prosegue il presidente di Confcommercio Puglia – altra cosa è una soluzione strutturale. Anche per questo occorre trasparenza sulla formazione del prezzo: quanto costa un litro di carburante, perché costa quel prezzo e chi sostiene il costo lungo la filiera. Eni è una società quotata a controllo pubblico: proprio per questo il tema della responsabilità e della trasparenza merita un’attenzione particolare”.

 “Servono interventi che vadano oltre l’emergenza”

Il presidente di Confcommercio Puglia richiama infine il contesto politico: “E’ importante distinguere il valore concreto di una misura dalla sua rappresentazione pubblica. Il contenimento del prezzo va riconosciuto quando produce un beneficio reale, ma non deve essere presentato come una svolta definitiva su un problema che resta strutturale”. “Per la Puglia – conclude D’Ingeo – il tema è anche una questione di competitività territoriale. Servono interventi che vadano oltre l’emergenza e un confronto stabile tra Governo, imprese, operatori della filiera e rappresentanze di categoria. Il price cap può essere una risposta nell’immediato. La sfida è fare in modo che il costo della mobilità non torni a diventare un freno alla competitività delle imprese e dell’economia reale”.

 

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