Sanità, i medici del 118 contro la Regione: «Ci tagliano ferie e autonomia sui turni»

La Federazione italiana dei medici di medicina generale della Puglia "denuncia con fermezza" la delibera recentemente approvata dalla Giunta regiona

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Sanità, i medici del 118 contro la Regione: «Ci tagliano ferie e autonomia sui turni»

La Federazione italiana dei medici di medicina generale della Puglia “denuncia con fermezza” la delibera recentemente approvata dalla Giunta regionale sul servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale 118. Il provvedimento, con cui la Regione ha stanziato 24 milioni per i medici e il personale in servizio nei pronto soccorso pugliesi, per la Fimmg “recepisce in realtà solo la parte economica, l’unica realmente concordata con le organizzazioni sindacali”. Tutto il resto, per la Federazione, “è stato deciso unilateralmente, fuori da qualsiasi confronto e in aperto contrasto con quanto discusso al tavolo”.Mentre l’Accordo collettivo nazionale “prevede l’attribuzione dell’incarico per postazione”, la delibera “subordinando la propria efficacia a un accordo che preveda l’assegnazione del medico alle aree o macro-aree individuate dalle ASL, introduce una modalità difforme dalla norma nazionale”. Inoltre, il provvedimento “affida ai Direttori di Centrale Operativa la gestione della turnistica e delle funzioni di coordinamento, che e’ appannaggio dei medici stessi, come già previsto” dall’Accordo integrativo regionale 118 del 2010″. La delibera richiama anche “il rigoroso rispetto” dell’Acn, cioè il ritorno a “soli 21 giorni” di ferie contro i 26 previsti dalla somma tra i 21 dell’Acn e i cinque dell’Air. Infine, le zone disagiatissime, “presenti da sempre in tutti gli AIR approvati, tranne l’ultimo” non trovano “alcun accenno nella delibera, che al contrario dispone la cessazione di ogni indennità accessoria regionale o aziendale”. Per la Fimmg “il quadro che emerge è chiaro: turni decisi dall’alto, assegnazioni per area, coordinamento accentrato nelle Centrali Operative, ore di lavoro fino a 250 mensili, ‘debito orario’ a carico del medico, copertura dell’intero territorio provinciale a discrezione della Centrale. E’ una dipendenza celata, imposta a professionisti convenzionati con lo strumento della condizione risolutiva: o si accetta il nuovo assetto organizzativo, o decadono anche le condizioni economiche”. “Oggi – prosegue – il pericolo concreto e’ assistere a dimissioni in massa dei medici del 118, in una situazione di carenza gravissima, con 193 medici in servizio a fronte di 395 necessari”. La federazione chiede quindi “il ritiro immediato” del provvedimento e “la riapertura di un confronto vero, che rispetti quanto concordato in Delegazione Trattante e le previsioni dell’Acn. In caso contrario, Fimmg Puglia è pronta a tutelare in tutte le sedi competenti la dignità e i diritti dei medici del 118”.

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