IL LIBBRO ROSSO, LA MEMORIA ISTITUZIONALE DELLA MANFREDONIA ANTICA

La Manfredonia antica si apre alla città di oggi. Fino al 31 ottobre corrente, nella Biblioteca comunale è disposta una importante e appassionante m

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La Manfredonia antica si apre alla città di oggi. Fino al 31 ottobre corrente, nella Biblioteca comunale è disposta una importante e appassionante mostra documentaria delle più preziose e uniche testimonianze della memoria di un importante periodo dell’arco vitale di “Siponto detta Manfredonia”.
L’iniziativa nell’ambito delle “Giornate europee del Patrimonio 2026” che hanno per tema “Proteggere il patrimonio. Rimuovere, resistere, reiventare”.
I documenti accompagnati da brevi testi esplicativi che consentiranno di leggere quei documenti non soltanto come antiche carte, ma come testimonianze della vita quotidiana, amministrativa, economica e sociale della Manfredonia di alcuni secoli fa» spiega l’assessora alla cultura, Maria Teresa Valente, che prosegue nel discorso culturale di una città che ha tanto da offrire traendolo da un insensato oblio nel quale sono abbandonate tante opere d’arte e di storia.
Una mostra specialistica ma molto interessante «perché dentro quelle pagine troviamo la nostra storia: custodire va bene ma soprattutto è fondamentale conoscere» annota l’assessora che lancia un forte invito «alle scuole, agli studenti ma anche a privati cittadini di visitare la rassegna di memoriali sui quali si è costruita la Manfredonia d’oggi».
Fra la documentazione che per la prima volta viene proposta al pubblico, primeggiano il “Libro rosso” del ‘700 e il “Catasto onciario del 1749”.
Il Libro Rosso dell’Università di Manfredonia è una delle fonti documentarie più importanti per ricostruire la storia istituzionale e la vita quotidiana della città.
Non una cronaca della storia di Manfredonia, ma soprattutto una raccolta di norme, capitoli, consuetudini, privilegi e disposizioni dell’Università, cioè della comunità cittadina organizzata che precedette l’attuale Comune. Università non nel senso degli studi, ma indicante, nel linguaggio politico-amministrativo dell’epoca, la comunità dei cittadini organizzata e dotata di propri organi di governo, l’istituzione dalla quale deriva storicamente il Comune moderno.
Il Libro rosso, ovvero la memoria istituzionale della Manfredonia antica: il documento nel quale la comunità cittadina ha lasciato traccia delle proprie regole, dei propri diritti, delle proprie consuetudini e del modo in cui amministrava la vita collettiva. Vi troviamo come era amministrata la città e come venivano scelti il sindaco generale e gli eletti; le forme di votazione e di partecipazione alla vita pubblica; le regole relative al commercio, compreso quello del vino e della farina; i rapporti dell’Università con il territorio e le autorità superiori; norme riguardanti la salute pubblica; aspetti della vita economica, sociale e portuale della comunità. Insomma, una carta di identità istituzionale.
Perché “Libro rosso”? Perché l’antico volume manoscritto aveva la copertina di pelle rossa. Che è andato perduto. Quello conservato nell’archivio storico comunale è una copia redatta nel 1741 che contiene ordinamenti e consuetudini risalenti almeno al XV secolo. L’amministrazione comunale di Manfredonia, deliberò nel 1974 la stampa di una edizione conforme all’originale curata dal direttore dell’Archivio di Stato di Foggia Pasquale Di Cicco.
Se il Libro Rosso è un codice di leggi e norme amministrative, il Catasto onciario è un registro fiscale e censimento: il primo traccia la storia amministrativa dell’antica Università di Manfredonia nel Settecento, il secondo consente la ricostruzione genealogica e economica della popolazione. Attraverso questo documento possiamo cercare di capire chi abitava la città, quali attività sostenevano l’economia locale, come erano distribuite le proprietà e quali differenze esistevano fra famiglie benestanti e popolazione più povera.
Il Catasto Onciario del 1749 può consentire di raccontare Manfredonia non soltanto attraverso i suoi monumenti e i suoi avvenimenti, ma attraverso le persone che la abitavano: le famiglie, i lavoratori del mare, gli agricoltori, gli artigiani, i commercianti e i proprietari, il loro numero.
Visitando la mostra documentaria ordinata alla Biblioteca comunale, si può effettuare una escursione a ritroso in una epoca fondamentale nel divenire di una città che ha fatto tesoro dei suoi trascorsi e sviluppato una realtà al passo dei tempi che guarda al futuro con misurata fiducia.
Michele Apollonio

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