La Commissione comunale della salute ha incontrato l’assessore regionale alla Sanità per fare il punto sulla situazione operativa del nosocomio di M

La Commissione comunale della salute ha incontrato l’assessore regionale alla Sanità per fare il punto sulla situazione operativa del nosocomio di Manfredonia San Camillo De Lellis. Non è la prima volta, né, è da ritenere visti i precedenti, sarà l’ultima. Si va avanti così a spintoni. Quello della sanità a Manfredonia è un settore eternamente in convalescenza: tante carenze rattoppate con interventi tampone che, tutto sommato, spingono avanti. Per fortuna (o forse è proprio la loro presenza a condizionare la funzionalità dell’ospedale sipontino) ci sono i vicini ospedali di San Giovanni Rotondo e di Foggia con i quali quello di Manfredonia è in assiduo contatto grazie al servizio ambulanze del “118”, anche questo in sofferenza. Chi ci rimette è sempre il malcapitato cittadino che deve affidarsi alla propria stella se riesce a cavarsela.
«In quest’ultimo confronto con la massima autorità sanità regionale è stata esaminata la situazione dell’ospedale di Manfredonia e del servizio 118» è detto in una nota della Commissione comunale sanità composta da Maria D’Ambrosio, Alfredo De Luca, Paola Leone, Giuseppe Marasco, Michelina Quitadamo, Daniele Spano, Antonio Tasso e Gianluca Totaro.
«Sono state segnalate in particolare – specifica la nota – le carenze di organico nei servizi di Chirurgia e Radiologia per i quali sono stati chiesti interventi che consentano al presidio di svolgere maggiormente una funzione di filtro, soprattutto per la chirurgia di base e per i percorsi di screening e prevenzione. Sono state rappresentate inoltre – prosegue la nota – difficoltà di personale in Cardiologia, Farmacia territoriale, Ortopedia, negli ambulatori di Medicina e in alcuni servizi del distretto, oltre alle criticità riguardanti il Centro di salute mentale e il Cesarano».
Pare che avanzi ben poco alla funzionalità di un ospedale che deve fronteggiare le esigenze sanitarie della popolazione locale sempre più in prevalenza anziana, cui si aggiunge quella di un vasto territorio extra urbano.
Ma non solo i servizi ospedalieri, nell’occhio del ciclone dei riordini disposti dalla Asl FG, anche il servizio ambulanze “118”, in pratica una protesi del San Camillo, senza di esse si taglierebbe una grossa quota della validità del nosocomio.
A Manfredonia sono attualmente presenti due postazioni di ambulanza del 118 e proprio la seconda postazione sarebbe sacrificata nell’ambito del riordino annunciato.
Una ipotesi fermamente respinta dalla Commissione comunale sanità di Manfredonia che tra le ragioni a sostegno della richiesta, ha fatto presente che sono circa 4.800 gli interventi annui delle ambulanze in un territorio peraltro particolarmente complesso che comprende anche territori di Monte Sant’Angelo, Mattinata e Zapponeta.
Di particolare incidenza i frequenti, ormai una ordinarietà, trasferimenti dei pazienti negli ospedali di San Giovanni Rotondo e Foggia: un servizio che può tenere impegnata l’ambulanza anche per diverse ore una ambulanza tenuto conto delle distanze e dei tempi di percorrenza, con quali ripercussioni sull’economia complessiva del servizio sanitario è fin troppo palese. Una realtà sempre più pressante che non può essere penalizzata con tagli irrazionali ma che andrebbe opportunamente supportata con una oculata riorganizzazione del servizio che tenga conto della specificità dei territori e delle esigenze della popolazione.
Temi fondamentali inerenti a situazioni limite di una sanità costantemente in bilico, che saranno affrontati ed esaminati nel prossimo incontro con l’assessore regionale alla sanità Donato Pentassuglia, fissato per martedì 29 settembre, al quale parteciperanno i sindaci dei territori interessati e i vertici della sanità pugliese.
Michele Apollonio

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