Non si arresta l’emorragia nei conti della sanità pugliese. I primi dati del bilancio di previsione relativi all'anno in corso mettono a nudo una cr

Non si arresta l’emorragia nei conti della sanità pugliese. I primi dati del bilancio di previsione relativi all’anno in corso mettono a nudo una criticità strutturale mai del tutto risolta: le ASL della Regione hanno registrato uno sforamento della spesa farmaceutica pari a 83,5 milioni di euro nei soli primi due mesi dell’anno.A fronte dei limiti e dei tetti stabiliti dal Ministero della Salute per contenere i disavanzi regionali, le strutture sanitarie pugliesi hanno complessivamente raggiunto una spesa per medicinali e presidi pari a ben 216 milioni di euro, proiettando il deficit annuale verso cifre ben superiori ai livelli di guardia previsti dal Piano di rientro.
I numeri del buco di bilancio
L’andamento della spesa – che somma sia la spesa farmaceutica convenzionata (i farmaci prescritti dai medici di base e ritirati nelle farmacie) sia quella per acquisti diretti negli ospedali e nei distretti – mette in evidenza un trend di forte crescita.
| Voce di Bilancio | Valore registrato (2 Mesi) |
| Spesa Farmaceutica Totale | 216 milioni di euro |
| Tetto fissato dal Ministero | ~132,5 milioni di euro |
| Disavanzo / Sforamento netto | +83,5 milioni di euro |
Nonostante la recente delibera di Giunta regionale volta a rimodulare i criteri di spesa e stringere le maglie dell’appropriatezza prescrittiva, il consumo pro capite di categorie farmaceutiche ad alto costo continua a fare da traino al deficit. Tra i settori maggiormente sotto osservazione figurano i trattamenti oncologici e per malattie rare, ma anche categorie a forte impatto clinico come i farmaci ipolipemizzanti, antidiabetici e i prodotti per l’ossigenoterapia domiciliare.
Le reazioni e la stretta sui controlli
Il pesante disavanzo torna ad accendere i riflettori sulla responsabilità delle direzioni generali delle singole Aziende Sanitarie Locali. La Regione sta valutando contromisure stringenti:
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Audit territoriali: Incontri e verifiche periodiche con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta per favorire l’impiego dei farmaci equivalenti e biosimilari rispetto ai molecolari di marca.
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Monitoraggio sulle strutture accreditate: Controlli serrati sui centri di prescrizione specializzati con il rischio di esclusione dagli elenchi autorizzati in caso di sforamenti ingiustificati e reiterati.
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Contrattazione su gare e acquisti: Razionalizzazione degli acquisti tramite gare d’appalto regionali centralizzate per l’approvvigionamento dei principi attivi con brevetto scaduto.
Senza un’inversione di rotta rapida, lo sforamento della spesa farmaceutica rischia di erodere le risorse destinate alle prestazioni di specialistica e all’abbattimento delle liste d’attesa, costringendo la Regione a manovre correttive di bilancio prima del consolidamento dei conti annuali.

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