PRONTE 1.200 ASSUNZIONI NEGLI OSPEDALI, MA DECARO BLOCCA LE ASL. PUGLIA ULTIMA PER OSPEDALI E CASE DI COMUNITÀ

È tutto pronto: il numero di assunti, la collocazione nei reparti, la spesa necessaria. Poi, lo stop. La delibera che autorizza le Asl e gli enti de

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È tutto pronto: il numero di assunti, la collocazione nei reparti, la spesa necessaria. Poi, lo stop. La delibera che autorizza le Asl e gli enti del servizio sanitario regionale ad assumere personale in tutti gli ospedali è stata messa in standby dal presidente della Regione, Antonio Decaro, durante l’ultima seduta di giunta. E da Roma arriva un’altra doccia fredda: la Puglia è ultima nella fase di realizzazione di ospedali e case di comunità. Tant’è che una stilettata arriva dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. Ma andiamo con ordine: quanto alle assunzioni, la preoccupazione di Decaro è la spesa. A quanto trapela, il governatore preferirebbe prima di dare il via libera ai concorsi vorrebbe conoscere le risorse che spetteranno alla Puglia dal riparto del fondo sanitario nazionale.Anche perché gli aumenti contrattuali costeranno 130 milioni di euro in più (90 milioni per il personale del comparto e 40 milioni per i medici). Dunque, occorre farsi i conti. Questo, intanto, il progetto: nel 2026 servirebbero in tutta la Puglia 1.224 unità tra medici, infermieri, tecnici, amministrativi, per una spesa complessiva di 56.414.753 euroNel dettaglio: la Asl di Bari dovrebbe assumere 343 persone per una spesa complessiva di 11.061.101 euro. La Asl di Brindisi chiede 71 assunzioni per un costo di 5.103.458 euro, la Asl Bat 72 assunzioni da 1.663.829 euro. L’Asl Foggia ha presentato una richiesta di 254 assunzioni da 9.356.861, l’Asl Lecce 180 assunzioni per 6.248.571 euro, l’Asl Taranto 111 unità di personale che costerebbero 6.353.847 euro, il Policlinico di Bari 112 assunti dal costo di 9.035.331 euro.Il Policlinico Riuniti di Foggia, 38 assunzioni per 3.937.405; l’Ircss Giovanni Paolo II, 25 unità per 2.398.250 e, infine, l’Ircss De Bellis ha richiesto 18 professionisti per 1.256.100 euroI contratti dovranno preferibilmente essere a tempo indeterminato (come sollecitato anche dalla Corte dei Conti), eventuali proroghe di contratti a termine saranno possibili solo fino al 31 dicembre e solo per chi era già in servizio entro il 16 settembre. Nella delibera anche il monito: si potrà assumere solo ciò che è espressamente indicato (ad esempio: un medico nel reparto di Rianimazione di quell’ospedale specifico) per evitare il ripetersi di ciò che dalla ricognizione è emerso soprattutto in passato: assunzioni che si discostavano dai piani approvati dalla giunta. Per il personale dei reparti di chirurgia generale, cardiologia, laboratorio analisi, punti nascita degli ospedali minori, se ne parlerà dopo la riorganizzazione della rete. Già autorizzato, invece, dalla giunta lo stanziamento di 24 milioni di euro (ripartito fra le sei Asl) per assumere nuovo personale a condizioni economicamente migliori e per remunerare le ore aggiuntive, fino a 250 ore per ciascun medico. E le buone notizie sembrerebbero limitate a questo.Perché, come si diceva, da Roma arriva una pesante bocciatura sulle case e ospedali di comunità. La riunione della cabina di regia sul Pnrr, tenuta a Palazzo Chigi, ha certificato gli obiettivi raggiunti dalle varie Regioni ma che per la Puglia, secondo il sottosegretario Gemmato, hanno mostrato «ritardi significativi» a causa dei quali la Regione «non ha raggiunto nessuno dei target previsti».Gemmato spiega che per le case di comunità, a fronte di un target minimo di 120 strutture, ne risultano completate 85. «Parallelamente – dice l’esponente di governo – l’avanzamento della spesa si attesta su livelli assolutamente limitati: solo il 36% delle risorse Pnrr risulta utilizzato, segno di una evidente incapacità di spendere». Va peggio per gli ospedali di comunità: dei 31 previsti, ne risultato realizzati 8. I fondi spettanti alla Puglia per questa misura del Pnrr ammontano a circa 400 milioni di euro, già disponibili. «La questione, quindi – dice Gemmato – non riguarda i finanziamenti, ma la capacità di trasformarli in risultati tangibili. Dalla Regione Puglia ci si aspetta un cambio di passo netto – conclude – perché i cittadini chiedono risposte concrete. E i numeri, oggi, indicano chiaramente che c’è ancora molto da fare».

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