Puglia, al via la campagna olivicola: produzione giù fino a oltre il 40%, ma la qualità è ottima

È partita in Puglia la raccolta delle olive e con l’avvio della nuova campagna olivicola 2026/2027 si riaccende la battaglia di Coldiretti per tutel

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Al via la raccolta delle olive in Puglia: anticipata di 15 giorni e con il  40% in meno di produzione - BATmagazine

È partita in Puglia la raccolta delle olive e con l’avvio della nuova campagna olivicola 2026/2027 si riaccende la battaglia di Coldiretti per tutelare l’olio italiano vero, difendere i cittadini dalle frodi e dagli inganni sull’origine e garantire il giusto reddito agli olivicoltori, una campagna che si apre in un contesto difficile, condizionato dal caldo prolungato e dall’aumento dei costi di produzione, che continua a comprimere i margini delle aziende. Le stime di Coldiretti Puglia, diffuse in occasione del via alla raccolta in provincia di Lecce con l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, delineano un quadro produttivo differenziato nei diversi territori regionali.In provincia di Foggia si prevede un calo del 40%, così come nel tarantino, mentre la flessione arriva al 30% sul Gargano e al 20% nelle province di Bari e BAT, ma ancora più pesante la situazione in provincia di Brindisi, dove la produzione è stimata in calo di oltre il 40%. Fa eccezione il Salento leccese, dove si registra una crescita della produzione di circa il 60%, grazie all’entrata in piena produzione dei nuovi impianti realizzati dopo il disastro provocato dalla Xylella e alle ottime rese registrate nel 2026 dalle cultivar resistenti. Se sul piano quantitativo l’annata si presenta dunque come un’annata di scarica, sul fronte qualitativo – spiega Coldiretti Puglia – le prime indicazioni sono invece ottime. La scarsa presenza di mosca olearia ha favorito finora la raccolta di olive sane e di elevata qualità, con buoni presupposti per ottenere oli extravergine dalle importanti caratteristiche organolettiche.La nuova campagna olearia si apre in Puglia in un quadro delicato, tra gli effetti del caldo e della siccità sugli oliveti e le 60.897 tonnellate di olio ancora in giacenza, che pesano sulla capacità della filiera di assorbire la nuova produzione. A preoccupare è anche il rischio che, accanto alla nuova produzione made in Italy, continuino a muoversi sul mercato quantitativi di prodotto straniero destinati a essere spacciati come italiano, alimentando un mercato parallelo fatto di traffici, frodi e false origini che sottrae valore agli olivicoltori e mette fuori gioco chi rispetta le regole.“L’avvio della raccolta apre una fase delicata per tutta la Puglia – dice Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia – in una regione che resta il cuore dell’olivicoltura italiana e dove dobbiamo difendere il valore delle nostre produzioni, a partire dall’origine. Non possiamo consentire che, mentre gli olivicoltori pugliesi affrontano cali produttivi e costi sempre più pesanti, sul mercato si muovano traffici di prodotto straniero destinato a essere spacciato per italiano. I trafficanti di olio devono essere stanati e fermati, con controlli più incisivi, banche dati integrate e strumenti tecnologici capaci di verificare realmente origine e tracciabilità del prodotto. La trasparenza del mercato è indispensabile per tutelare gli olivicoltori e garantire ai cittadini un prodotto realmente italiano”.“Nel territorio leccese l’avvio della raccolta racconta soprattutto una fase di rinascita dell’olivicoltura dopo il dramma della Xylella, con i nuovi impianti che iniziano a dare i loro frutti e restituiscono prospettive alle aziende agricole – afferma Costantino Carparelli, direttore di Coldiretti Lecce – dietro questa ripartenza ci sono anni di sacrifici, investimenti e il coraggio di tanti agricoltori che hanno scelto di restare sul territorio e ricominciare. Ora questa nuova fase deve essere accompagnata da condizioni di mercato capaci di garantire reddito e futuro alle imprese, perché la rinascita degli oliveti non può tradursi in una nuova penalizzazione per chi produce. Servono prezzi equi, valorizzazione delle produzioni, sostegno agli investimenti e condizioni che riconoscano agli agricoltori il giusto valore del loro lavoro”.La Puglia resta il cuore dell’olivicoltura italiana e la nuova campagna si apre con una sfida precisa – conclude Coldiretti Puglia – difendere l’olio prodotto dagli olivicoltori pugliesi, rendere riconoscibile la sua origine e impedire che le dinamiche speculative e le frodi finiscano per scaricare ancora una volta il peso della crisi su chi produce.

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