PUGLIA/ PIÙ TURISTI STRANIERI NEL PRIMO SEMESTRE MA HANNO SPESO MENO DI UN ANNO FA

La Puglia del turismo tira, conquista fette di mercato e si afferma soprattutto come me­ta internazionale. Ma nella pri­ma parte dell’anno, da genna

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Estate in Puglia, più turisti stranieri nel primo semestre. Ma hanno speso meno di un anno fa | Corriere.it

La Puglia del turismo tira, conquista fette di mercato e si afferma soprattutto come me­ta internazionale. Ma nella pri­ma parte dell’anno, da genna­io a giugno 2026, all’aumento di arrivi e pernottamenti non è corrisposto uno sviluppo equivalente della spesa dei viaggiatori esteri. A sottoline­arlo è la Banca d’Italia che ef­fettua un monitoraggio sul settore con particolare riferi­mento agli effetti che il turi­smo internazionale produce sulle economie regionali.Nella prima metà dell’anno i viaggiatori stranieri hanno speso in Puglia 688 milioni, contro i 692 milioni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta di una flessione lieve (pari a 4 milioni in valore assoluto e a meno 0,4 in percentuale) ma che ha un suo peso se si confronta con il trend dei flussi dall’estero. La Banca d’Italia spiega ancora che il numero di viaggiatori stranieri, sempre nei primi sei mesi del 2026, è stato pari a 1,45 milioni rispetto agli 1,39 milioni del primi due trimestri.«Il dato che emerge – affer­ma Francesco Caizzi, presi­dente di Federalberghi Puglia – è che la presenza di turisti stranièri è in costante aumen­to ed è un fattore che crea sta­bilità. Sui livelli di spesa, inve­ce, i valori sono più o meno stabili. Vanno fatte delle rifles­sioni». Il punto è che un grande apporto all’incoming arriva dalla movimentazione degli aerei di linea. «Se possiamo contare su un numero così ele­vato di turisti stranieri – prosegue Caizzi – è anche grazie al lavoro svolto da Aeroporti di Puglia che garantisce suppor­to ai collegamenti point to point con l’Europa e il resto del mondo. Questa attività è pre­ziosa e va potenziata visto che negli ultimi anni non abbiamo potuto contare sul supporto fattivo di Puglia Promozione (l’agenzia della Regione dedi­cata allo sviluppo del turismo, ndr) dove si è pensato più a fa­re pubblicità che a program­mare le scelte del settore».Il riferimento di Caizzi è al­l’analisi delle dinamiche di mercato, alle “risposte” fornite dai viaggiatori e a ciò che si dovrebbe fare per garantire un prodotto di qualità. «Lo stru­mento che avevamo sostenuto nella scorsa legislatura regio­nale era l’Osservatorio sul turi­smo – conclude Caizzi – ma purtroppo è servito per dare incarichi più che per sviscera­re le tematiche. Si dovrebbe ri­partire proprio da questa op­portunità. Un esempio? Se la spesa non è cresciuta è oppor­tuno andare a fondo e “legge­re” la distribuzione delle sot­toclassi. Potremmo dire che gli arrivi sono da Paesi esteri con redditi più bassi, quindi se decidiamo di elevare l’offerta vanno indirizzate scelte su clienti alto spendenti. Credo che un’analisi approfondita sia il primo passo per creare un’offerta che soddisfi tutti».Infine, la Banca d’Italia ha reso noti anche i dati dei viag­giatori pugliesi alla frontiera: nel solo secondo trimestre 2026 sono stati 327 mila ri­spetto ai 269 mila del secondo trimestre 2025 (più 21,6%) e hanno speso 215 milioni con­tro i 177 milioni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente (più 20,9%). Il numero di pernottamenti ha raggiunto i 2,93 milioni, contro i 2,2 mi­lioni del 2025 (più 33,3%).

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