“Crisi climatica in Puglia: l’emergenza ambientale è già una questione sociale”

L'estate 2026 conferma che la crisi climatica non è più un'emergenza occasionale ma una condizione strutturale. In Italia è stata la più calda dal

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Notizie dalla zona di Brindisi a Brindisi

L’estate 2026 conferma che la crisi climatica non è più un’emergenza occasionale ma una condizione strutturale. In Italia è stata la più calda dal 1950, con una temperatura media di 24,3 °C. Agosto ha raggiunto 25,6 °C, 3,5 °C sopra la media 1991-2020. In Puglia si sono susseguite ondate di calore e allerte di livello 3, con temperature percepite prossime ai 40 °C.Ma la crisi climatica non colpisce tutti allo stesso modo. Chi vive in una casa efficiente, può sostenere i costi del raffrescamento e dispone di verde e servizi, ha più strumenti per proteggersi. Anziani, famiglie a basso reddito, lavoratori esposti e persone che vivono in abitazioni inefficienti sono molto più vulnerabili.In Puglia il 18,1 per cento delle famiglie, oltre 302 mila nuclei, era in condizione di povertà energetica nel 2024, mentre nel 2025 il 35 per cento della popolazione risultava a rischio di povertà o esclusione sociale.Eppure la Puglia cresce come destinazione turistica, con oltre 6,7 milioni di arrivi e 22,7 milioni di presenze nel 2025, ma resta fragile sul piano sociale. Una Regione non può misurare il proprio successo soltanto sulla capacità di attrarre visitatori e investimenti; deve garantire qualità della vita e sicurezza climatica a chi vive qui tutto l’anno.
Nel 2024 la Regione ha approvato gli indirizzi per la Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e istituito una Cabina di Regia. Ma il 29 maggio 2026 la stessa Regione ha riunito la Cabina per “riprendere” il percorso di definizione e redazione della Strategia. A oltre due anni dagli indirizzi, il passaggio dalla conoscenza alla programmazione concreta non è ancora concluso.Acli Puglia, Arci Puglia E Legambiente Puglia chiedono quindi al presidente della Regione di convocare un tavolo politico interassessorile permanente che coinvolga Ambiente, Welfare, Sanità, Urbanistica, Casa, Agricoltura, Risorse idriche, Lavoro, Trasporti, Turismo, Sviluppo economico e Protezione civile, ma anche Bilancio, Infrastrutture e Mobilità. Il tavolo deve essere coordinato dallo stesso presidente della Regione.La trategia regionale deve essere completata e resa operativa con tempi, risorse, responsabilità e indicatori verificabili, integrando rischio climatico e vulnerabilità sociale. Servono interventi sull’edilizia sociale, sulla povertà energetica estiva, sul verde urbano, sui rifugi climatici e sulla programmazione sanitaria e territoriale.La partecipazione di cittadini e associazioni è essenziale, ma non può trasformarsi in supplenza delle istituzioni. La Regione deve tornare a programmare e assumersi la responsabilità di indicare quale modello di sviluppo sia compatibile con una Puglia che sta già cambiando sotto la pressione della crisi climatica.

 

 

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