Oltre 12.600 ettari bruciati in Puglia, con il territorio dell’Alta Murgia trasformato in uno degli epicentri dell’emergenza incendi, migliaia di

Oltre 12.600 ettari bruciati in Puglia, con il territorio dell’Alta Murgia trasformato in uno degli epicentri dell’emergenza incendi, migliaia di ettari di pascoli e campagne percorsi dalle fiamme e aziende agricole costrette a fare i conti con la distruzione di colture, foraggi, recinzioni, strutture e patrimonio produttivÈ quanto ha denunciato Coldiretti Puglia, nel corso dell’incontro al Comune di Gravina rispetto a quanto avvenuto all’interno del Parco dell’Alta Murgia nell’estate 2026, sulla base dell’analisi dei perimetri rilevati da Effis Copernicus nel periodo considerato, con un quadro che secondo Coldiretti Puglia impone una riflessione immediata sulla prevenzione.Di fronte a numeri di questa portata è limitativo fare la conta degli ettari bruciati e dei danni dopo che le fiamme hanno devastato campagne e aree naturali – denuncia Coldiretti Puglia – perché la prevenzione evidentemente non è stata sufficiente. Quando migliaia di ettari finiscono in fumo, insieme a pascoli, coltivazioni, biodiversità e beni aziendali, significa che bisogna interrogarsi sulla capacità di presidiare il territorio, intercettare tempestivamente i focolai e intervenire prima che un incendio diventi incontrollabile. Al danno si rischia di aggiungere la beffa – denuncia Coldiretti Puglia – perché agricoltori e allevatori che hanno già subito la devastazione degli incendi non possono essere ulteriormente penalizzati dalle conseguenze dei vincoli sulle aree percorse dal fuoco. Coldiretti Puglia ha già inviato una richiesta urgente all’assessore regionale all’Agricoltura Paolicelli perché serve un intervento urgente e straordinario per garantire alle aziende colpite una deroga che consenta di continuare ad accedere agli aiuti comunitari e di non perderei i sostegni a causa dell’impossibilità di utilizzare i terreni. Occorre inoltre consentire, nel rispetto delle necessarie condizioni di sicurezza e delle prescrizioni ambientali, la continuità del pascolamento – insiste Coldiretti Puglia – evitando che lo stop imposto sulle superfici incendiate si traduca in un blocco dell’attività per anni. Non è accettabile che un agricoltore o un allevatore, dopo aver perso pascoli, foraggi, colture e strutture aziendali a causa del fuoco, debba subire una seconda penalizzazione, vedendosi negare anche la possibilità di produrre, pascolare e mantenere i requisiti per i contributi. Sarebbe una vera e propria beffa sulla pelle di aziende già duramente colpite.
Incendi in Puglia: i numeri
In Puglia i perimetri Effis analizzati restituiscono complessivamente 12.681 ettari percorsi dal fuoco, distribuiti in 114 perimetri, con la provincia di Bari che da sola raggiunge 6.221 ettari, pari al 49,1% del totale regionale. Seguono Foggia con 3.366 ettari, Barletta-Andria-Trani con 1.729 ettari, Taranto con 772 ettari, Lecce con 569 ettari e Brindisi con 24 ettari. È però nell’area dell’Alta Murgia che si concentra una quota impressionante dell’emergenza. Nei Comuni interessati dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia risultano complessivamente 7.928 ettari percorsi dal fuoco. Il dato è fortemente concentrato in tre territori, Gravina in Puglia con 3.775 ettari, Altamura con 1.977 ettari e Minervino Murge con 1.622 ettari, che insieme arrivano a 7.374 ettari, pari a circa il 93% della superficie percorsa dal fuoco nei Comuni del Parco.
Lavorare sulla prevenzione
La prevenzione deve partire molto prima, con una presenza capillare sul territorio, manutenzione delle aree più esposte, controllo dei punti critici, tempestività nell’avvistamento e un coordinamento efficace tra tutti i soggetti chiamati a intervenire. Serve inoltre rafforzare il ruolo delle aziende agricole e degli allevatori come sentinelle del territorio, perché chi vive e lavora quotidianamente nelle campagne è spesso il primo ad accorgersi di un focolaio. Il fenomeno, infatti, produce effetti che vanno ben oltre la giornata dell’incendio. La perdita della copertura vegetale aumenta la vulnerabilità dei suoli all’erosione, compromette habitat e biodiversità e lascia alle aziende agricole il peso di una ricostruzione che può richiedere anni. “Non possiamo accettare che ogni estate si trasformi nella stagione della conta dei danni – conclude Coldiretti Puglia –. Occorre passare dalla logica dell’emergenza a quella della prevenzione strutturale, investendo risorse e responsabilità precise prima che il fuoco divampi. La tutela dell’Alta Murgia e delle campagne pugliesi significa proteggere insieme ambiente, agricoltura, allevamenti, paesaggio e sicurezza delle comunità rurali”.

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