A seguito della decisione del tribunale del Riesame, che ha disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domicilia

A seguito della decisione del tribunale del Riesame, che ha disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari nelle Marche per il 21enne di Carapelle indagato per violenza sessuale, prende la parola il legale della persona offesa, l’avvocato Giuseppina Moscatelli (nella foto in basso). Nel prendere atto con rispetto della decisione dei giudici — e precisando che il Riesame è intervenuto solo sulle esigenze cautelari e non sulla gravità degli indizi —, la difesa della vittima esprime forte preoccupazione per il carico psicologico sulla giovane e lancia un accorato appello ad organi di informazione e opinione pubblica affinché si fermi il processo mediatico e si tuteli rigorosamente la dignità e il rispetto della riservatezza della persona offesa. “In qualità di difensore di fiducia della persona offesa, ritengo doveroso intervenire a seguito della decisione pronunciata dal Tribunale del Riesame, che ha disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari nelle Marche. Prendiamo atto, con rispetto, della decisione assunta dal Collegio e attendiamo di conoscerne le motivazioni, nella piena consapevolezza che è nelle sedi giudiziarie, e non altrove, che devono essere valutate le esigenze cautelari e la gravità dei fatti oggetto del procedimento”, spiega. “Non possiamo, tuttavia, nascondere la nostra amarezza e la profonda preoccupazione per le conseguenze umane e psicologiche che tale provvedimento inevitabilmente determina sulla mia assistita, così come per il tenore di alcune dichiarazioni rese pubblicamente, soprattutto quando esse finiscono per investire la dignità della vittima, esponendola a un ulteriore e ingiusto giudizio pubblico prima che i fatti siano accertati in giudizio”, aggiunge. “In una vicenda tanto delicata, la priorità dovrebbe essere quella di proteggere la riservatezza, la serenità e la dignità della vittima, evitando che il processo mediatico si trasformi in un ulteriore peso per chi ha già vissuto un’esperienza profondamente traumatica. Appare opportuno, a tal proposito, chiarire che il Tribunale del Riesame è intervenuto unicamente in tema di esigenze cautelari e non sulla sussistenza dei gravi indizi a carico dell’indagato. Sarà il processo, nelle sedi proprie e nel rispetto delle garanzie di tutte le parti, ad accertare la verità dei fatti e le eventuali responsabilità penali”. “È proprio per questo che ritengo opportuno ricordare che è nelle aule giudiziarie che devono confrontarsi le diverse ricostruzioni e trovare risposta le questioni giuridiche, non attraverso dichiarazioni pubbliche o contrapposizioni mediatiche. Confidando che il prosieguo del procedimento consentirà di accertare i fatti con piena obiettività e nel rispetto delle garanzie processuali, restituendo centralità alla verità giudiziaria e, soprattutto, dignità alla persona offesa, rinnovo l’invito agli organi di informazione e a tutti coloro che intervengono pubblicamente sulla vicenda a tutelare rigorosamente la riservatezza e l’identità della mia assistita, evitando la diffusione di dettagli, valutazioni o dichiarazioni che possano in qualsiasi modo renderla identificabile, al fine di non esporla pubblicamente ed evitare di aggravarne lo stato di sofferenza”, conclude.


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