Assolto con formula piena dal Tribunale di Foggia l'ex vice-dirigente del Commissariato di Manfredonia accusato di truffa ai danni dello Stato.Dop

Assolto con formula piena dal Tribunale di Foggia l’ex vice-dirigente del Commissariato di Manfredonia accusato di truffa ai danni dello Stato.Dopo un lungo dibattimento – con numerosi testimoni ascoltati, quasi tutti poliziotti del Commissariato di Manfredonia e della Questura di Foggia, e moltissimi documenti esaminati – il giudice monocratico Alessandro Monacelli ha assolto il Commissario Pasquale Cassano, oggi in pensione, dall’infamante accusa di avere indebitamente lucrato sugli straordinari di lavoro. Secondo il capo di imputazione, il funzionario di polizia “con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procurava a sé un ingiusto profitto con altrui danno”. Nello specifico, la Procura accusava il funzionario, all’epoca in servizio presso il Commissariato di Manfredonia, di aver dichiarato falsamente “4 ore di straordinario, precisamente dalle ore 14.00 alle ore 18.00 del 18 luglio 2022, risultando, in realtà, assente dal servizio”. In quel frangente, secondo l’accusa, lo stesso era invece “impegnato con altri colleghi in un pranzo, dallo stesso organizzato nell’ambito di attività associativa svolta nella sua veste di segretario generale del sindacato C.O.I.S.P., presso il ristorante denominato sito in Mattinata. In tal modo realizzando un ingiusto profitto, pari a circa 16 Euro per ciascuna ora di straordinario, con uguale danno per lo Stato”.Nonostante la pesante accusa rivolta dalla Procura di Foggia, è stato lo stesso pubblico ministero d’udienza Teresa Colella a chiedere l’assoluzione, richiesta ribadita dal difensore Michele Sodrio. “Sono felice per Pasquale Cassano, un fedele e onesto servitore dello Stato per 40 anni, che ha vissuto con tormento e vergogna in questi anni per un’accusa tanto falsa quanto infondata. Giustizia è stata fatta, ma nessuno ripagherà il Commissario Cassano dello stress psicologico vissuto in questi anni. Almeno gli è stato restituito l’onore che gli spettava”, conclude il legale.

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