Scegliere di fare meno passi ogni giorno ma a un ritmo più sostenuto oppure puntare a camminare di più a un’andatura inferiore può portare a una sos

Scegliere di fare meno passi ogni giorno ma a un ritmo più sostenuto oppure puntare a camminare di più a un’andatura inferiore può portare a una sostanziale riduzione del rischio di morte prematura. Questa è la principale evidenza emersa da una vasta ricerca osservazionale condotta sui dati della UK Biobank e pubblicata sul prestigioso British Journal of Sports Medicine. Lo studio, coordinato da Emmanuel Stamatakis del Turner Institute for Brain and Mental Health (Monash University di Melbourne), ha voluto analizzare come il volume totale dei passi quotidiani e l’intensità della camminata interagiscano nel determinare la mortalità per tutte le cause e per malattie cardiovascolari, specialmente negli adulti tendenzialmente sedentari.I ricercatori hanno esaminato un campione di 103.684 partecipanti di mezza età che, tra il 2013 e il 2015, hanno monitorato per sette giorni consecutivi la propria attività fisica tramite accelerometro. La quantità di movimento è stata suddivisa in quattro categorie di passi giornalieri: sotto i 5.000, tra 5.000 e 7.500, tra 7.500 e 10.000 e oltre i 10.000. L’intensità dell’esercizio è stata invece misurata tramite la peak-30 cadence, ovvero il ritmo di camminata più elevato mantenuto per almeno 30 minuti nella giornata.Il follow-up, proseguito fino a novembre 2022, ha tracciato la mortalità su due sottogruppi specifici: 64.743 partecipanti per la mortalità generale (età media 61 anni, 58% donne) e 70.075 persone per la mortalità cardiovascolare (età media 62 anni, 63% donne). Durante un periodo medio di osservazione di circa otto anni, si sono registrati 1.697 decessi totali e 502 decessi per patologie cardiovascolari.Dall’elaborazione dei dati sono emerse diverse combinazioni efficaci tra quantità e velocità dei passi. Tra le persone che accumulavano meno di 5.000 passi al giorno, sostenere un ritmo di almeno 80 passi al minuto ha mostrato una riduzione del rischio di morte pari a chi compiva tra 5.000 e 7.500 passi ma a un’andatura blanda di 60 passi al minuto. Questo dimostra come una maggiore intensità con un volume inferiore di passi sia in grado di offrire benefici per la salute del tutto paragonabili a un volume più alto svolto a bassa frequenza.Inoltre, per chi totalizza meno di 7.500 passi quotidiani, mantenere un passo rapido per almeno 30 minuti al giorno garantisce una progressiva diminuzione del rischio di mortalità. Quando il volume di movimento aumenta, la situazione si stabilizza: raggiungere tra i 7.500 e i 10.000 passi al giorno assicura il livello di rischio più basso in assoluto, indipendentemente dalla velocità. Tuttavia, l’abitudine di camminare a ritmo sostenuto per mezz’ora al giorno conferisce una protezione cardiovascolare e generale indipendente dal totale dei passi.Sebbene la natura osservazionale dello studio non permetta di stabilire un rapporto diretto di causa-effetto, le conclusioni offrono indicazioni preziose. Come sottolineato dagli autori, questi risultati rappresentano un’ottima notizia per chi ha poco tempo libero, limitazioni fisiche o vincoli ambientali, dimostrando che aumentare l’intensità della camminata è una strategia efficace per orientare futuri interventi di salute pubblica per adulti e anziani.

COMMENTI