Plastic Overshoot Day, WWF: “Serve cambio profondo nei modelli produttivi”

Il 6 settembre 2026 segna il Plastic Overshoot Day, la data in cui la quantità di rifiuti plastici prodotta a livello globale supera la capacità d

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Il 6 settembre 2026 segna il Plastic Overshoot Day, la data in cui la quantità di rifiuti plastici prodotta a livello globale supera la capacità dei sistemi di gestione di raccoglierla e trattarla in sicurezza. Da questo momento, secondo le elaborazioni richiamate dal WWF, una quota crescente di plastica è destinata ad accumularsi e a disperdersi nell’ambiente.In occasione del proprio sessantesimo anniversario, WWF Italia rilancia l’allarme con il paper “Plastica, una rivoluzione da arginare”, sottolineando la necessità di un’azione condivisa tra istituzioni, imprese e cittadini.

Nel 2026 mal gestiti 72 milioni di tonnellate di rifiuti

Dal 2021 il Plastic Overshoot Day si è spostato progressivamente di alcuni giorni verso la fine dell’anno, segnale di un lieve miglioramento nella capacità di gestione. Un progresso che, però, viene neutralizzato dall’aumento della produzione e dei rifiuti generati.Negli ultimi cinque anni, infatti, la quantità di rifiuti plastici gestiti in modo inadeguato è cresciuta di oltre tre milioni di tonnellate. Senza interventi sulla produzione e sui consumi, il volume di plastica a rischio dispersione potrebbe quasi raddoppiare entro il 2040.Secondo EA – Earth Action, nel 2026 circa il 31,6% della plastica prodotta e consumata nel mondo sarà gestita in modo improprio, pari a circa 72 milioni di tonnellate di rifiuti potenzialmente destinati a contaminare suolo, fiumi, laghi, mari e atmosfera.Dodici Paesi sono responsabili del 60% dei rifiuti plastici mal gestiti a livello globale, con Cina, Russia, India, Brasile e Messico ai primi posti. Circa due terzi della popolazione mondiale vive inoltre in territori dove la produzione di rifiuti supera la capacità locale di gestirli in sicurezza.

Italia tra i Paesi ad alta produzione di rifiuti plasticiPer l’Italia il Plastic Overshoot Day cadrà il 5 novembre, una situazione migliore rispetto alla media mondiale ma ancora distante dalle performance di Paesi europei come Svizzera, Francia e Spagna.Con circa 61 chilogrammi di rifiuti plastici prodotti ogni anno per abitante, il nostro Paese viene inserito tra gli “Overloaders”, gli Stati caratterizzati da elevati volumi di rifiuti plastici.

Per il WWF è quindi necessario rafforzare le politiche di prevenzione, ridurre la produzione di rifiuti e favorire riutilizzo e riciclo effettivo dei materiali.

Microplastiche, cresce l’attenzione sulla salute

L’inquinamento da plastica non riguarda soltanto gli ecosistemi. La ricerca scientifica ha documentato negli ultimi anni la presenza di micro e nanoplastiche in diversi organi e tessuti umani, tra cui cervello, placenta, sistema cardiovascolare e apparato riproduttivo.Gli effetti a lungo termine sono ancora oggetto di studio, ma aumenta l’attenzione anche sulle numerose sostanze chimiche impiegate nella produzione e nella trasformazione della plastica.Tra queste figurano i PFAS. Dal 12 agosto 2026 è entrato in vigore nell’Unione europea il divieto di commercializzare imballaggi alimentari contenenti queste sostanze oltre i nuovi limiti di sicurezza previsti dal regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

“Ridurre la produzione di plastica vergine”

Per il WWF il Plastic Overshoot Day è il segnale di una pressione crescente delle attività umane sui sistemi naturali. “Invertire questa tendenza richiede un cambiamento profondo nelle strategie e nei modelli produttivi. È necessario ridurre la produzione di plastica vergine, eliminare progressivamente le sostanze chimiche più pericolose, progettare prodotti per essere riutilizzati e realmente riciclati e rafforzare la responsabilità dei produttori lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti”, dichiara Giorgio Bagordo, Plastic Senior Expert del WWF Italia.Un ruolo centrale viene attribuito anche alle città, dove si concentrano consumi, popolazione e produzione di rifiuti. Prevenzione, riuso, raccolta differenziata di qualità e infrastrutture adeguate sono indicate come strumenti fondamentali per ridurre la dispersione della plastica.

L’appello per un trattato globale

Il WWF torna infine a chiedere ai governi di riprendere il negoziato per un Trattato globale sulla plastica ambizioso e giuridicamente vincolante, capace di intervenire sull’intero ciclo di vita dei materiali e sulle cause strutturali dell’inquinamento.Sul fronte della partecipazione dei cittadini prosegue anche l’iniziativa “Adopt a Beach – Adotta una spiaggia”, attraverso la quale famiglie, scuole, associazioni e gruppi possono scegliere un tratto di costa e contribuire direttamente alla sua tutela e al monitoraggio dei rifiuti.

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