Truffa Nexi via sms, l’allarme arriva sul telefono: «Pagamento da 1.385,10 euro». Ma è una frode

«È stata richiesta un’autorizzazione di pagamento di 1385,10 euro. Se non ha effettuato lei l’operazione, contatti il Servizio Clienti» Oppure:«Spes

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Truffa Nexi via sms, l’allarme arriva sul telefono: «Pagamento da 1.385,10 euro».  Ma è una frode
«È stata richiesta un’autorizzazione di pagamento di 1385,10 euro. Se non ha effettuato lei l’operazione, contatti il Servizio Clienti» Oppure:«Spesa mediante carta Bancomat di 2760,50 euro su Amazon». Sono messaggi brevi, formali e apparentemente riconducibili a un vero servizio bancario. Il problema è che, in molti casi, dietro quelle comunicazioni non c’è alcuna operazione da verificare, ma un tentativo di truffa. Questa legata al nome di uno dei principali operatori di pagamenti digitali circola in realtà da qualche mese ma a Bari sembra che negli ultimi giorni si siano intensificati gli sms “truffatori”.Il meccanismo è quello dello smishing, la variante del phishing che utilizza gli Sms per raggiungere le vittime. Si utilizza Nexi perché immediatamente riconoscibile. Ma il destinatario non deve necessariamente essere un cliente Nexi: l’obiettivo dei criminali è soprattutto sfruttare la notorietà del marchio per rendere credibile un allarme improvviso.La struttura della truffa è semplice. Il messaggio informa l’utente di una presunta spesa elevata, di un bonifico in uscita o di un pagamento appena autorizzato. In alcuni casi sostiene che l’operazione sia ancora in corso e possa essere bloccata soltanto intervenendo immediatamente.È proprio l’urgenza il principale strumento utilizzato dai truffatori. Davanti alla prospettiva di perdere migliaia di euro, la reazione naturale è controllare subito il conto o contattare il numero indicato nel messaggio. Ed è in quel momento che la vittima entra nel percorso predisposto dai criminali. Se raccogli infatti l’invito a telefonare al numero del sedicente Servizio Clienti risponde un falso operatore dal tono professionale che raccoglie le informazioni necessarie per entrare nel conto dell’ignaro destinatario dell’sms iniziale. Rispetto alle vecchie campagne di phishing, le truffe via Sms sono diventate più difficili da individuare a colpo d’occhio. Non sempre presentano errori grammaticali evidenti, indirizzi web palesemente sospetti o formulazioni poco credibili.Regola numero uno? Non seguire alcuna istruzione contenuta nel messaggio. Regola numero uno bis? Segnalare la truffa alla Polizia Postale o alle autorità competenti.

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