Carburanti, prezzi ancora in salita: gasolio a 2,147 euro. Il governo studia una mini-proroga dello sconto

La corsa dei carburanti non si ferma e il governo prova a evitare una nuova impennata dei prezzi proprio alla vigilia della scadenza dello sconto

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Prezzi carburanti 2 settembre: gasolio self a 2,131 euro al litro | Il  Fatto Quotidiano.it

La corsa dei carburanti non si ferma e il governo prova a evitare una nuova impennata dei prezzi proprio alla vigilia della scadenza dello sconto fiscale sul gasolio. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla rete stradale nazionale la benzina self ha raggiunto una media di 2,039 euro al litro, mentre il diesel è salito a 2,147 euro.Ancora più elevati i prezzi in autostrada: 2,124 euro al litro per la benzina e 2,221 euro per il gasolio. In appena un giorno gli aumenti sono stati rispettivamente di 1,4 e 1,5 centesimi al litro.Il nodo principale riguarda ora sabato 5 settembre, ultimo giorno del taglio di 17 centesimi applicato alla tassazione sul gasolio. L’esecutivo starebbe valutando una mini-proroga di quattro o cinque giorni, finanziata attraverso il meccanismo delle cosiddette accise mobili, così da arrivare alla prossima settimana senza provocare un brusco aumento alla pompa.Si tratterebbe di una misura ponte in attesa di un nuovo Consiglio dei ministri, nel quale potrebbero essere approvati interventi più selettivi. La linea del governo sarebbe infatti quella di abbandonare progressivamente uno sconto generalizzato per concentrare le risorse sui nuclei con redditi più bassi e sulle categorie maggiormente colpite, a partire dagli autotrasportatori.A rendere ancora più delicata la scadenza sono le simulazioni delle associazioni dei consumatori. Secondo il Codacons, senza il taglio fiscale il diesel potrebbe superare 2,30 euro al litro sulla rete ordinaria e avvicinarsi a 2,40 euro in autostrada. La fine dello sconto comporterebbe, sempre secondo l’associazione, un aggravio di circa 8,50 euro per un pieno da 50 litri.Gli aumenti sono già tangibili. L’Unione nazionale consumatori ha calcolato che nell’arco di due giorni un pieno da 50 litri è diventato più caro di circa 85 centesimi sia per la benzina sia per il gasolio.La situazione rende politicamente difficile lasciare scadere la misura senza alcun intervento, soprattutto in un fine settimana ancora caratterizzato dagli spostamenti di rientro dalle vacanze.Il governo aveva prorogato il taglio delle accise fino al 5 settembre lo scorso 26 agosto. In quell’occasione il vicepremier Antonio Tajani aveva anticipato l’intenzione di passare successivamente ad aiuti “strutturali ma mirati”, rivolti soprattutto ai ceti più deboli, al ceto medio e alle imprese.Il ministero dell’Economia starebbe quindi valutando diverse soluzioni, dalle carte o tessere carburante fino a contributi specifici per alcune categorie. Resta però da individuare la copertura finanziaria. Tra le ipotesi sul tavolo figurerebbe anche un intervento sugli extraprofitti delle società energetiche.Nell’immediato, invece, la strada più rapida resta quella della proroga di pochi giorni. Servirebbe a scongiurare il balzo del diesel già da domenica 6 settembre e a concedere all’esecutivo il tempo necessario per mettere a punto il nuovo pacchetto di interventi contro il caro-carburanti.

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