Sanità, per il 2026 alla Puglia 400 milioni di euro in più: l’annuncio di FdI il giorno prima della festa con Meloni a Bari

«Ha mai visto questi prezzi al Nord? Un euro al chilo l’uva, 85 centesimi le pesche. Eppure non si vende». Un fruttivendolo del mercato di Santa S

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Sanità, alla Puglia altri 400 milioni di euro: l'annuncio di FdI il giorno prima della festa con Meloni a Bari

«Ha mai visto questi prezzi al Nord? Un euro al chilo l’uva, 85 centesimi le pesche. Eppure non si vende». Un fruttivendolo del mercato di Santa Scolastica, a Bari, accoglie così Giovanni Donzelli impegnato nel volantinaggio in vista dell’evento di domani sera al porto, con la premier Giorgia Meloni, per festeggiare il governo più longevo della Repubblica italiana.Il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, accompagnato dal sottosegretario alla salute Marcello Gemmato, dall’europarlamentare Michele Picaro, dai parlamentari Filippo Melchiorre e Antonio Gabellone e da una lunga scia di giovani volontari, munito di volantini si immerge per oltre un’ora nella Bari di tutti i giorni. Quella fatta di anziani a cui non basta la pensione, di commercianti che non riescono a far quadrare i conti, di cittadini che prendono sempre meno l’auto per il caro gasolio. Un tour che raccoglie concretezza miscelata a sentimenti differenti: approvazione e contrarietà.Per Donzelli ci sono le foto ricordo al banco del pesce con il miglior pescato del giorno, una veloce degustazione della mozzarella di Martina Franca offerta per «dire a Roma quanto è buona la Puglia», selfie, strette di mano. Ma non solo: «La aspettiamo venerdì al porto, ci sarà Giorgia Meloni», dice Donzelli ad un uomo intento a fare la spesa. «Non credo più alla politica, mi spiace» gli risponde. «I politici per capire in che mondo viviamo, devono fare quello che non fanno mai: la spesa», dice un passante.Mentre la carovana meloniana riparte, un anziano che poco prima aveva rifiutato il volantino, torna per parlare con Donzelli: «Lo dica alla Meloni, la mia pensione quella era e quella è. Non arrivo a mille euro. Capisce che non ce la faccio?». La conversazione va avanti per 7 minuti buoni. La mattinata scivola via così. «Ci sono i tifosi, c’è chi ci insulta. È il bello di stare a contatto con i cittadini – dice Donzelli -. Stiamo spiegando che le cose sono migliorate. Sono arrivati un milione e 250mila posti di lavoro in più, le pensioni seppure di poco, sono aumentate, è aumentato il lavoro stabile delle donne e dei giovani. È già tutto perfetto? No ma la strada intrapresa è quella giusta. La stabilità del governo – conclude – ha aiutato a portare i primi risultati».
Anche sul fronte della sanità Gemmato conferma che la strada sarà la stessa: «Ci sarà un aumento del fondo in assoluta coerenza con quanto fatto negli ultimi 3 anni e in discontinuità con quanto fatto dai governi di centrosinistra nei precedenti dieci. Soltanto per quest’anno, ci sono 6,3 miliardi di euro in più. Ci chiedono una continuità che daremo». Per la Puglia l’aumento del fondo sanitario, per il 2026, si tradurrà in 400 milioni di euro in più. Basterà a contenere l’aumento dei costi e arginare il disavanzo? Difficile dirlo.
Gemmato è scettico: «C’è chi spende bene le risorse, penso a Veneto e Lombardia, poi penso alla Puglia, fanalino di coda, per esempio, nel recupero delle liste d’attesa. Il punto di caduta di 20 anni di governo del centrosinistra è il disastro in sanità». Non la pensa così il consigliere regionale Cosimo Borracino (Pd) che riprende l’analisi della fondazione Gimbe secondo la quale l’Italia è 15esima in Europa per la spesa sanitaria pubblica . «Un divario cresciuto con gli anni e che certifica un sottofinanziamento che non può più essere tollerato».Poco da festeggiare anche per la Fillea Cgil Puglia. Il segretario generale Ignazio Savino dice che «a Bari il governo festeggia», ma c’è invece la necessità di una «nuova politica per le costruzioni», settore che nel 2025 in Puglia ha registrato una crescita del 3,4%, sostenuta soprattutto da opere pubbliche e Pnrr. Ora ci sono segnali di rallentamento. «Servono incentivi strutturali, per prime case, redditi bassi, edilizia pubblica ed edifici più inefficienti». Preoccupa anche il ritardo nell’attuazione del Pnrr: «Perdere questa occasione significherebbe aggravare i divari infrastrutturali del Mezzogiorno».

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