In Puglia il suono della prima campanella è fissato ufficialmente per il 17 settembre. Tuttavia, per l'esigenza di far svolgere i giorni minimi di l

In Puglia il suono della prima campanella è fissato ufficialmente per il 17 settembre. Tuttavia, per l’esigenza di far svolgere i giorni minimi di lezione previsti per legge, alcuni istituti avevano ipotizzato o pianificato di aprire le porte in anticipo ai primi di settembre. L’ondata di calore in corso sta costringendo diversi presidi a rivedere i piani o a fare marcia indietro.
2. Aule “forno” e assenza di climatizzazione
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Infrastrutture inadeguate: Oltre il 90% degli edifici scolastici pugliesi è del tutto privo di impianti di climatizzazione, condizionatori o sitemi VMC (Ventilazione Meccanica Controllata).
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Condizioni critiche: Con temperature esterne vicine o superiori ai 35 °C, le aule diventano invivibili. Presidi e insegnanti segnalano come il forte calore renda quasi impossibile garantire l’attenzione e la concentrazione per alunni e docenti durante le ore di lezione.
3. Le soluzioni d’emergenza considerate dai presidi
Per gestire l’inizio dell’anno scolastico senza far soffrire gli studenti, diversi dirigenti scolastici stanno valutando o mettendo in atto una serie di strategie d’emergenza:
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Orari ridotti: Limitazione delle lezioni alle sole ore mattutine meno calde (es. uscite anticipate alle 11:30 o 12:00) per evitare i picchi di calore del primo pomeriggio.
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Lezioni al fresco o all’aperto: Utilizzo di cortili, porticati o zone alberate per le prime settimane di scuola.
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Dress code flessibile: Tolleranza verso un abbigliamento estivo e leggero per studenti e personale.
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Fruizione di vacanze e ponti: L’ipotesi di far slittare l’inizio della didattica a dopo il 17 o il 20 settembre, recuperando i giorni durante l’anno sacrificando i classici ponti o le vacanze di carnevale/pasqua.
4. La protesta delle associazioni e dei sindacati
le sollecitazioni dei sindacati della scuola (come l’Anief) e dei rappresentanti dei genitori rivolte alla Regione Puglia e agli enti locali (Comuni e Province): si chiedono fondi dedicati alla transizione ecologica e al comfort termico delle scuole, sottolineando come il cambio climatico renda ormai indispensabili i condizionatori anche nel sistema d’istruzione pubblico.

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