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Sono una presenza costante e caratterizzante della Festa patronale dedicata a Maria Santissima di Siponto, che la Chiesa sipontina e il popolo manfredoniano, celebrano a fine agosto. Sono i Madonnari: nome derivante dalle immagini sacre, prevalentemente Madonne, che quegli artisti realizzano direttamente sul selciato delle strade e delle piazze ove si svolge una sagra cittadina, utilizzando gessetti, pastelli o pigmenti colorati.
I Madonnari possono essere uomini e donne, giovani o anziani, artisti professionisti oppure appassionati. Alcuni hanno studiato arte, pittura, illustrazione o decorazione; altri hanno sviluppato la tecnica attraverso pratica, esperienza e partecipazione ai festival. In ogni caso alla base occorre una notevole preparazione: disegno, prospettiva, anatomia, uso del colore, chiaroscuro e capacità di lavorare in scala monumentale, spesso inginocchiati sull’asfalto e sotto gli occhi del pubblico.
A Manfredonia sono di casa, nel senso che fanno parte delle manifestazioni tradizionali proprie della grande festa cittadina dedicata alla Santa Patrona. Anche quest’anno, come in quelli precedenti, sono presenti i Madonnari che riproducono immagini del Quadro della Madonna di Siponto. Se ne possono ammirare riprodotte lungo il corso e nelle piazze adiacenti.
Il Madonnaro si inserisce si inserisce perfettamente nella logica della festa patronale, ne è parte integrante. La strada diventa per qualche ora uno spazio sacro e insieme teatrale. Il pubblico non si limita a guardare un’opera finita: assiste alla sua nascita. Il Madonnaro, inginocchiato sull’asfalto, lavora davanti ai passanti; intorno si crea una piccola folla. L’immagine della Madonna o del santo patrono, diventa così un punto d’incontro fra devozione individuale, memoria collettiva e spettacolo popolare.
Che dura il tempo di qualche giorno. Il disegno della Madonna è infatti destinato a scomparire. È una sorta di “arte della festa”: nasce con la festa e con essa muore. Ma in quel pur breve tempo di esposizione, quelle immagini non sono soltanto folklore, rappresentano una delle poche forme di arte popolare che il pubblico può seguire nelle sue fasi di realizzazione.
Quella dei Madonnari è una tradizione molto antica. La sua origine la si fa risalire alla tradizione europea dei pellegrinaggi e delle feste religiose. Ma è una pratica comune a molti Paesi come Spagna, Germania, Messico e persino Stati Uniti dove si è diffusa come “street painting”.
In Italia si tiene anche il Festival dei Madonnari a Grazie di Curtatone, nel mantovano. Nato nel 1973 ha contribuito a trasformare questa pratica popolare in una vera forma d’arte riconosciuta. In occasione della festa dell’Assunta, si radunano i Madonnari che dipingono sul sagrato e nelle strade adiacenti immagini sacre.
Contrariamente al passato allorquando il Madonnaro viveva dell’offerta che la gente depositava in un cestino ai piedi dell’immagine realizzata, oggi per molti è una attività complementare ad altre attività professionali ed artistiche.
In ogni caso il Madonnaro rimane una figura straordinaria, legato alle feste cittadine, ove porta l’eco dei luoghi ove sono custodite le grandi opere d’arte.
Un pellegrino dell’arte detta anche “povera” ma carica di tanta passione e devozione popolare.
Michele Apollonio

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