Non può ancora definirsi “Tradizione” la consuetudine che si protrae da nove anni, della recita del Rosario, nella ricorrenza della Festa patronale

Non può ancora definirsi “Tradizione” la consuetudine che si protrae da nove anni, della recita del Rosario, nella ricorrenza della Festa patronale di Manfredonia per Maria Santissima di Siponto, all’alba e in riva al mare del golfo sipontino. È programmata per domenica 30 agosto.
Per certi aspetti il seguito dei Vespri, la preghiera liturgica della sera che si celebra in Cattedrale alle 18 di sabato 29.
Il Rosario mattutino sulla spiaggia castello è un incontro di preghiera promosso da “Noi del Rosario”, un gruppo spontaneo di fedeli che promuove l’iniziativa nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Santa Vergine Maria di Siponto. L’evento è aperto ai fedeli e a tutta la cittadinanza. L’adesione è andata crescendo di anno in anno. Una partecipazione spontanea di popolo che può essere letta come un fenomeno che va oltre la sola devozione religiosa. È, in qualche modo, un nuovo rito comunitario manfredoniano, nel quale fede, memoria, atmosfera e bisogno di appartenenza, si incontrano.
La tradizione della venerazione della Madonna di Siponto è antichissima e la festa patronale ha storicamente costituito un momento di forte coesione della comunità. La stessa Arcidiocesi sottolinea il valore della Festa come esperienza di fede ma anche di unità civile della città.
Il Rosario all’alba e in riva al mare al cospetto del castello manfredino simbolo della nascita della nuova città, ha un carattere diverso, è più raccolto, silenzioso, quasi personale, preferito da quanti vogliono essere lontani dai clamori festaioli. Quella preghiera comunitaria sussurrata tra cielo mare e terra, diventa un dialogo con la Madonna nel momento in cui la luce che emerge dal buio, richiama la speranza, la rinascita, la presenza di Dio.
Non è casuale che il messaggio dell’Arcivescovo padre Moscone per la festa 2026 insista proprio sulla speranza come forza capace di sostenere la comunità nei momenti difficili.
Il Rosario in riva al mare può dunque essere visto come una forma contemporanea di una religiosità antica. La devozione sipontina è fatta storicamente di processioni, pellegrinaggi, Rosari e pratiche collettive. Un tempo i fedeli raggiungevano persino a piedi la Basilica di Siponto per i riti mariani; si ricorda anche l’antico annuncio del Rosario del sabato attraverso il banditore.
La Madonna di Siponto è uno dei simboli più profondi dell’identità locale. La festa non è soltanto una ricorrenza liturgica: è anche un ritorno alle proprie radici. In una società sempre più individualizzata, trovarsi insieme all’alba per fare qualcosa che non è né spettacolo né consumo, produce una sensazione forte di sentimento. Emerge il desiderio di riaffermare un’identità locale e insieme un momento di raccoglimento personale.
Chi vi partecipa può essere mosso dalla fede, ma anche dal desiderio di stare insieme, dalla nostalgia delle proprie radici, dall’amore per il mare, dalla ricerca di un momento di pace e dal bisogno di sentirsi parte di una comunità. Insomma il ritrovarsi in riva al mare allo spuntar del sole, partecipe di una preghiera plenaria e al tempo stessa singola personale, non è soltanto un Rosario dedicato alla Santa Patrona, ma un rito attraverso il quale una comunità si riconosce per ritrovare memoria, appartenenza, speranza.
Michele Apollonio

COMMENTI