L’analisi delle mammografie tramite intelligenza artificiale potrebbe trasformarsi in uno strumento di svolta per individuare precocemente diverse m

L’analisi delle mammografie tramite intelligenza artificiale potrebbe trasformarsi in uno strumento di svolta per individuare precocemente diverse malattie cardiovascolari nelle donne, superando i limiti di diagnosi tardive che ancora oggi penalizzano la salute femminile. La scoperta, che segna un passo avanti decisivo nell’ambito della medicina preventiva e della diagnostica integrata, viene presentata in occasione del Congresso 2026 della Società Europea di Cardiologia.A illustrare la portata innovativa della ricerca è la dottoressa Viana Copeland, ricercatrice presso il Chaim Sheba Medical Center dell’Università di Tel Aviv, a Ramat Gan in Israele. La dottoressa ha sottolineato la drammatica necessità di introdurre nuove metodologie per intercettare per tempo i fattori di rischio cardiovascolare nel genere femminile, ricordando che, sebbene le patologie cardiache rappresentino la principale causa di morte tra le donne a livello mondiale, sono purtroppo costantemente sottodiagnosticate e sottotrattate. Nella pratica clinica quotidiana del centro medico israeliano, esattamente come accade nel resto del mondo, si riscontra un dato allarmante: quando le donne si rivolgono al medico, le loro malattie cardiovascolari si trovano purtroppo già in una fase clinicamente avanzata.Da questa critica realtà sul campo è nata l’idea di sfruttare i programmi di screening senologico già capillarmente diffusi sul territorio. Moltissime donne si sottopongono infatti regolarmente alla mammografia di routine per la prevenzione del tumore al seno, anche in totale assenza di sintomi cardiaci. I ricercatori si sono quindi chiesti se l’intelligenza artificiale potesse consentire alla mammografia di svolgere un secondo e preziosissimo ruolo, ovvero favorire la diagnosi precoce delle malattie cardiovascolari e permettere l’immediata attuazione di efficaci strategie preventive.Lo studio, condotto con una rigorosa metodologia di analisi retrospettiva di coorte, ha preso in esame un enorme volume di dati clinici, coinvolgendo 29.921 donne per un totale di ben 97.364 mammografie analizzate. Il campione esaminato presentava un’età mediana di 54 anni, una fascia anagrafica particolarmente cruciale per la prevenzione. Le informazioni cliniche sulla presenza di tre diffuse malattie cardiovascolari, ovvero ipertensione, cardiopatia ischemica nota anche come coronaropatia e ictus, sono state estratte da varie fonti ufficiali, tra cui cartelle cliniche elettroniche, prescrizioni mediche e referti di procedure e diagnostica per immagini.I dati hanno mostrato una prevalenza del 16 per cento per l’ipertensione, del 2,5 per cento per la cardiopatia ischemica e del 2,5 per cento per l’ictus. Su questa base è stato addestrato un modello di apprendimento profondo per identificare le caratteristiche e i marker specifici presenti nelle mammografie delle donne affette da queste patologie. La capacità del modello di distinguere tra pazienti con e senza ciascuna patologia cardiovascolare è stata valutata utilizzando l’area sotto la curva ROC (AUROC), una scala dove i valori variano da 0,5 per una scelta casuale a 1,0 per una discriminazione perfetta.Il modello iniziale ha fornito eccellenti risultati, producendo valori di AUROC pari a 0,79 per l’ipertensione, 0,78 per la cardiopatia ischemica e 0,86 per l’ictus. Tali riscontri sono rimasti assolutamente coerenti e stabili anche prendendo in considerazione lo stato di salute generale in relazione al cancro al seno e all’età delle pazienti.La dottoressa Copeland ha osservato che, dato che la mammografia è un esame già ampiamente utilizzato e consolidato, l’analisi delle stesse immagini per ottenere preziose informazioni cardiovascolari potrebbe potenzialmente offrire un approccio scalabile e sostenibile, senza richiedere un ulteriore esame di diagnostica per immagini a carico della paziente. La mammografia, inoltre, raggiunge capillarmente molte donne di mezza età, intercettando un periodo della vita estremamente importante per riconoscere e affrontare per tempo il rischio cardiovascolare.Attualmente i ricercatori dell’Università di Tel Aviv stanno lavorando per affinare ulteriormente la precisione del modello e ridurre al minimo sia i falsi positivi che i falsi negativi, con in programma anche la pianificazione di nuove indagini per verificare se le mammografie possano aiutare a identificare tempestivamente anche altre tipologie di patologie cardiovascolari.


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