PARCO GARGANO/ il DIRETTORE: DESERTO L’INTERPELLO INTERNO. NON SI FA AVANTI NESSUNO. DOPO UNA SETTIMANA IL COMMISSARIO STRAORDINARIO ANCORA ALLA RICERCA DEL NUOVO SUPPLENTE. PER LA PRESIDENZA CONTINUA IL “TESTA A TESTA” TRA DI MAURO E D’ERRICO

E’ una estate da dimenticare per il promontorio garganico, aggredito da piromani senza scrupoli che non risparmiano nessuna zona dello sperone d’Ita

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E’ una estate da dimenticare per il promontorio garganico, aggredito da piromani senza scrupoli che non risparmiano nessuna zona dello sperone d’Italia per “inseguire” chissà quali profitti.E’ una estate da dimenticare anche per l’ente deputato alla custodia di un paesaggio da Oscar, da 10eLode che il buon Dio ci ha donato, vale a dire il Parco nazionale del Gargano. Il quale oltre al mistero che circonda il nominativo che andrà a occupare lo scranno più alto di via Sant’Antonio Abate a Monte Sant’Angelo (“è un testa a testa” tra Raffaele Di Mauro, attuale commissario straordinario dell’ente e Vincenzo D’Errico, il designato della ternaproposta dal Ministero alla Regione, che ha incassato il parere consultivo ma contrario di 18 deputati della VIII Commissione Ambiente alla Camera) si è aggiunta la “grana” del direttore ff.

LA “TEGOLA” DEL DIRETTORE FF – Perché? Perché l’attuale commissario, il foggiano di Mauro, ha diramato lo scorso 30 luglio un interpello rivolto al personale interno per sostituire l’attuale direttore facente funzioni. Ma perché cambiarlo? vi chiederete. Non ha per caso lavorato bene o ha avuto comportamenti disdicevoli?No, niente di tutto questo. Solamente perché è in carica da troppo tempo – ovvero dal settembre 2020, nominato dall’altro foggiano professore universitario, in sella fino a metà luglio 2025. Basta leggere la normativa richiamata nella delibera del 30 luglio da Di Mauro che parla di turnazione ovvero la rotazione ai sensi della legge 6 novembre 2012 n.190 art. 1 comma 5 poiché “è prevista – si legge- la rotazione di dirigenti e funzionari che operano in settori particolarmente esposti alla corruzione al fine di evitare, in via preventiva, il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa”.

INTERPELLO A VUOTO – Ebbene, dopo 15 giorni di tempo, non si è fatto avanti nessuno. Chi poteva “ambire” al ruolo, ossia gli idonei in possesso dei requisiti previsti tra il personale interno (tre o quattro tra i 21 dipendenti) hanno lasciato scadere i termini (ore 23,59 del 14 agosto 2026). Nessuno ha mostrato interesse “a sobbarcarsi l’onere di dare una mano”. Che significa questo? Ai posteri l’ardua sentenza…..

QUALI SCENARI SI APRONO ADESSO – Resta il fatto che l’attuale commissario, il foggiano Di Mauro con parenti a Monte Sant’Angelo, è rimasto, come suol dirsi, con il “cerino” in mano. Quali scenari si aprono adesso? Resterà l’attuale direttore facente funzioni in pista da sei anni, obtorto collo? O arriverà la soluzione esterna, ovvero il funzionario da Roma, sponda Ministero Ambiente? In questo quadro va rammentata una nota che è la più importante di tutte poiché incide nell’economia del discorso: manca il consiglio direttivo che incide sulla scelta del direttore effettivo. Manca dal 2020, pensate bene: l’ultimo direttivo nominativo risale al 2015. Undici anni fa. Al netto di questa mancanza i più sostengono, al riguardo, che essendo Di Mauro un commissario straordinario, e quindi assommando su di sé i poteri di presidente, consiglio direttivo e giunta esecutiva, dovrebbe attuare la procedura di nomina per dotare l’ente di un direttore effettivo anziché diramare interpelli che nessuno considera per sostituire un facente funzioni.

REBUS DI MAURO O D’ERRICO? – E’ un testa a testa: un giorno sopravanza uno, il giorno dopo sopravanza l’altro. Uno è commissario straordinario e regge attualmente l’ente, ormai dal luglio 2025 (e lo farà fino a gennaio 2027). L’altro “ha vinto un terno al lotto” ed è il presidente in pectore, l’aspirante a ricoprire l’incarico, forte dell’intesa perfezionata tra Ministero e Regione (a settembre 2025 Emiliano ha scelto lui tra Tiziana Casavecchia e Raffaele Di Mauro). Chi la spunterà? In ballo ci sono le “decisioniromane” della politica, ricorsi al Tar, giochi politici più o meno confessabili, paradossi politici che “imbarazzano”FI, Lega e FDI (il centrodestra in Commissione Ambiente alla Camera lo scorso 7 luglio ha votato “contro” il candidato proposto dallo stesso centrodestra regionale, anche se il parere – e va rimarcato – è meramente consultivo).

COME FINIRA’? – Considerando le dinamiche politiche in voga, si auspica che Regione e Ministero tornino al più presto a “parlarsi”. Non a caso la normativa prevede la leale collaborazione tra Stato e Regione. Il Ministero propone una terna di nomi e la Regione ne indica uno, ma è sempre il ministero a firmare la nomina. Il famoso “articolo Quinto, chi lo ha in mano, ha vinto”. Questo potrebbe tradursi nel fatto di trovare giocoforza un accordo, come si è sempre fatto d’altronde, di mera spartizione tra i due Parchi pugliesi: Alta Murgia e Gargano. Anche lì la situazione è simile. Sul Gargano c’è Forza Italia, sulla Murgia Fratelli d’Italia. Ma alla Regione “comanda” il centrosinistra con Decaro (che è la prosecuzione sotto altre forme di Emiliano). Che punterà ad accalappiarsi una presidenza. Chi tra le due fazioni politiche cederà? Chi ha più peso politico da spendere? Fate voi: sul Gargano c’è Forza Italia con Mauro D’Attis “molto da vicino” con il ministro dell’ambiente GilbertoPichetto Fratin. A livello “romano” D’Attis è vicepresidente della commissione Antimafia. Sulla Murgia è “interessato” ed agisce in prima persona Marcello Gemmato, potentissimo big di Fratelli d’Italia (è sottosegretario alla Salute), che a Roma vanta una stretta “vicinanza”politica con Giorgia Meloni (la premier è stata in vacanza a Ferragosto in Salento accompagnata proprio da Gemmato). Insomma chi vincerà la prova muscolare tra D’Attis e Gemmato? Il dilemma è tutto qui. In più D’Errico sul Gargano non fa mistero di essersi molto avvicinato politicamente parlando a Emiliano. Dovessero spartirsi i due Parchi, il centrosinistra il candidato in sostanza lo avrebbe già …..

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