La Puglia segna un passo decisivo nel recupero e nella valorizzazione della legalità. Secondo gli ultimi dati relativi al patrimonio sottratto alla

La Puglia segna un passo decisivo nel recupero e nella valorizzazione della legalità. Secondo gli ultimi dati relativi al patrimonio sottratto alla criminalità organizzata, sono ben 1.874 i beni confiscati già destinati e trasferiti agli Enti locali della regione, pronti per essere restituiti alla collettività attraverso progetti di riutilizzo sociale, culturale e istituzionale.
I punti chiave della svolta pugliese:
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Accelerazione delle procedure: Un’azione coordinata tra l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC), la Regione Puglia e le amministrazioni comunali ha permesso di snellire i tempi di assegnazione.
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Dai clan alla collettività: Appartamenti, terreni, locali commerciali e complessi industriali ex mafiosi vengono trasformati in centri di aggregazione giovanile, case rifugio, sedi di associazioni, alloggi sociali e spazi per l’agricoltura sociale.
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L’impatto sul territorio: Il riutilizzo dei beni non rappresenta solo una vittoria simbolica contro la mafia, ma un concreto volano di sviluppo economico e coesione sociale per le comunità pugliesi.
La sfida per i Comuni passa ora dalla fase di acquisizione a quella della progettazione e intercettazione dei fondi (tra PNRR e risorse regionali) per ristrutturare gli immobili e renderli pienamente operativi al servizio dei cittadini.

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