Un treno lanciato a 349 all’ora impiega chilometri prima di fermarsi. E’ un paragone che descrive bene il sistema della sanità pugliese, alle prese

Un treno lanciato a 349 all’ora impiega chilometri prima di fermarsi. E’ un paragone che descrive bene il sistema della sanità pugliese, alle prese con un disavanzo da 349 milioni: le misure di emergenza varate dalla giunta Decaro per frenare le perdite richiederanno, se va bene, alcuni anni. Tanto che anche per il 2026 è ipotizzabile un «rosso» pari a quello dello scorso anno (la perdita ipotizzata a fine giugno era di 160 milioni), situazione che ha richiesto l’aumento delle addizionali Irpef. Si legge così la decisione presa dalla Regione, comunicata ai sindacati poco prima delle ferie estive: le oltre 2mila assunzioni di infermieri e Oss, per i quali sono aperti due maxiconcorsi a Bari e Foggia, sono congelate. Slitteranno al 2027.La misura è evidentemente mirata a scaricare i costi delle nuove assunzioni sul prossimo bilancio. Ma anche, spiega chi sta lavorando al dossier, a rivedere i numeri: non è affatto detto che le Asl pugliesi abbiano bisogno dell’intero contingente previsto dalla giunta Emiliano a ottobre 2025, in periodo elettorale. E soprattutto con una scansione territoriale abbastanza discutibile: per Bari (che è grande quanto le Asl di Bat, Brindisi, Taranto e Lecce messe insieme) erano previsti appena 80 infermieri e 100 Oss, mentre a Foggia (la terza per popolazione, la quarta per numero di ospedali) erano destinati 291 infermieri e 316 Oss (un terzo del totale). Foggia, peraltro, in piena campagna elettorale ha stabilizzato in Asl altri 80 infermieri assunti illegittimamente dalla Sanitaservice, operazione (la seconda) per la quale è in arrivo una contestazione di danno erariale.


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