È indubbio che una delle componenti che determinano l’identità di Manfredonia, è il Concerto bandistico che porta il nome della Città di Manfredon

È indubbio che una delle componenti che determinano l’identità di Manfredonia, è il Concerto bandistico che porta il nome della Città di Manfredonia. La data della sua fondazione è 1863 e da allora è stata sempre attiva imponendosi come complesso musicale di riconosciuto pregio artistico e non solo nell’ambito regionale. La sua attività concertistica non ha conosciuto soste neanche nei periodi bellici. L’inserimento nell’Inventario del Patrimonio culturale immateriale della Regione, non è che l’ultimo nobile riconoscimento.
Merito dei maestri che si sono alternati alla direzione ma anche dei musicisti locali che hanno sempre avuto una particolare inclinazione per la musica avendo il Concerto bandistico come riferimento. Una tradizione prestigiosa che ha nel Maestro Giovanni Esposto l’ereda naturale di una identità meravigliosa, che ormai da un trentennio ha ben salda la bacchetta della direzione di una Banda-Concerto che è anche una scuola che il Maestro Esposto, nel corso dell’ormai lungo percorso professionale, ha potenziato armonizzando il rigore accademico con la pratica bandistica tradizionale.
Una straordinaria versatilità dimostrata nel Concerto tenuto nel chiostro del Municipio nell’ambito del Manfredonia Festival 2026 sotto l’egida del Comune di Manfredonia e la collaborazione di Michelino La Torre: in qualche modo la celebrazione della calorosa longevità della Banda-Concerto forte di sessanta musicisti (tanti i giovani), prodottasi nel più classico dei repertori di musiche napoletane, introdotte con dovizia di aneddoti da Stefania Fortunato, interpretate dai soprano Imma Riccardi e Doriana Gallifuoco e dal tenore Andrea Nenna, a lungo applauditi dal pubblico che ha gremito il seicentesco chiostro di Palazzo dei Celestini.
Ancora musica, sempre nel chiostro del Municipio, con un “Gran galà lirico. Tra sogno e melodie” e una speciale dedica. Sul palco il “Quintetto Gershwin” estrapolato dall’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari – ha spiegato Stefania Fortunato, conduttrice dalla sorridente verve – con un curriculum personale dei cinque Maestri di respiro internazionale: Fabrizio Signorile e Liliana Troia Corsignano, violini, Francesco Capurso, viola, Elia Ranieri, violoncello, Rossella Perrone, pianoforte. Con loro il soprano Serena Grieco, in veste anche di direttrice artistica, e il tenore Nico Franchini, due voci che hanno incantato i pubblici dei più prestigiosi teatri nazionali.
Il concerto si è svolto in due parti: la prima dedicata all’opera lirica. Fra le arie eseguite quelle più rinomate di Donizetti, Gounod, Verdi, Puccini. Un susseguirsi di emozioni esaltati dalle performance dei due cantanti che hanno continuato ad entusiasmare, nella seconda parte, con un repertorio dedicato ai classici del repertorio napoletano.
Uno spettacolo di mezzo agosto che ha avuto una dedica speciale, un omaggio a Rocco Piccolo, uno dei protagonisti dell’ultimo cinquantennio manfredoniano – ha ricordato Paolo Campo, sindaco del primo decennio del 2000 che lo ebbe tra i collaboratori – vissuto da lavoratore Enichem, sindacalista, politico e amministratore, offrendo sempre un contributo di grande esperienza, con una particolare menzione per l’amore della famiglia rappresentata da Lidia Piccolo.
Un ricordo di un amico, ad un anno dalla sua scomparsa, pensato da amici realizzato attraverso l’Associazione italiana Amici del Presepio, con la collaborazione di Michelino La Torre, il sostegno di Antonio Aucello e di tanti amici, e il patrocinio del Comune di Manfredonia.

Michele Apollonio

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