La lingua italiana cambia e si arricchisce continuamente di nuovi vocaboli che rispecchiano le trasformazioni della nostra società, le innovazioni t

La lingua italiana cambia e si arricchisce continuamente di nuovi vocaboli che rispecchiano le trasformazioni della nostra società, le innovazioni tecnologiche e le abitudini quotidiane.L’Istituto Treccani ha stilato la lista dei dieci neologismi più consultati sul proprio sito web dall’inizio dell’anno, confermando come parole un tempo considerate recenti o straniere siano ormai entrate a pieno titolo nell’uso comune e nei dizionari ufficiali.In cima a questa speciale classifica si posiziona femminicidio, un termine la cui forte presenza nelle ricerche risponde alla necessità di definire con precisione un grave fenomeno sociale: l’uccisione di una donna da parte di un uomo per motivi legati al genere, spesso all’interno di relazioni affettive o familiari.Gia inserita nel vocabolario e scelta da Treccani come parola dell’anno nel 2023, questo vocabolo rappresenta un punto di riferimento fondamentale nel linguaggio della cronaca e del dibattito pubblico.Al secondo posto troviamo maranza, una parola che ha vissuto un’evoluzione culturale molto particolare.Nata tra gli anni Ottanta e Novanta per descrivere in modo generico una persona grezza della periferia urbana, oggi indica specificamente i giovani che si muovono in gruppi di strada rumorosi, caratterizzati da un abbigliamento appariscente e da atteggiamenti provocatori.Il terzo gradino del podio è occupato dall’espressione inglese fake news, diffusa enormemente con l’avvento dei social media e del web per identificare le notizie false create e condivise con l’obiettivo di disinformare il pubblico.Proseguendo nella classifica dei neologismi più cercati si incontra overtourism, parola passata dal linguaggio tecnico a quello dei giornali per descrivere il fenomeno del sovraffollamento turistico, ovvero la presenza eccessiva di visitatori in determinate località che causa problemi ai residenti e all’ambiente.Seguono poi i termini legati alle professioni e alle dinamiche del mondo digitale, come influencer (il personaggio capace di condizionare le scelte del pubblico sui social) e la parola follower, che indica chi segue questi profili online e che si attesta al settimo posto.Nella lista trova spazio anche smart working, espressione usata in Italia per definire il lavoro flessibile da remoto, sebbene la lingua italiana preveda la formula equivalente di “lavoro agile”.A chiudere la graduatoria dei neologismi più popolari ci sono tre vocaboli estremamente diffusi nella vita di tutti i giorni: rider, che identifica i lavoratori che consegnano cibo a domicilio in bicicletta o scooter; meme, termine nato in ambito scientifico negli anni Settanta e oggi usato per indicare immagini o video virali sul web; e infine selfie, il famosissimo autoscatto realizzato con lo smartphone da condividere in rete.

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