Il ferragosto non piu CHICCHIRICHI

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Nel senso che a Ferragosto non c’è più il Galluccio a troneggiare sulla tavola del pranzo del 15 di agosto. Una pietanza importante preparata con cura, intorno alla quale si riunivano le famiglie (quando erano numerose) con l’aggiunta di parenti e amici. Retaggio della primordiale cultura campagnola.
Era il rito di Ferragosto, solennizzato dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. per celebrare la fine dei lavori agricoli e osservare un periodo di riposo, le “Feriae Augusti”. La Chiesa ha poi fissato nello stesso giorno, la festa dell’Assunzione di Maria in cielo. Il 15 di agosto divenuto una delle feste più importanti in Italia.
Il Ferragosto nel tempo è stato sempre più associato alle vacanze estive. In Italia è giorno festivo nazionale. Che a tavola veniva celebrato con la presenza del Galluccio. Una usanza andatasi sempre più sbiadendosi, relegata nella memoria della tradizione familiare.
Cambiano gli usi e costumi e, in senso culturale e sociale, si assiste all’evoluzione della specie. Le usanze cambiano perché si modificano le condizioni di vita, i valori, l’economia, la sensibilità, il rapporto tra le generazioni sempre più distanziate, spesso frantumate, per via delle emigrazioni forzate.
Una delle occasioni in cui la famiglia si riuniva e dialogava, era proprio quella legata al galluccio di Ferragosto. La sua uccisione con recitazione di tanto di formula propiziatoria, e la sua preparazione, non era solo un gesto per procurarsi la carne, ma diventava quasi un rito augurale sancito dalla riunione della famiglia. Una realtà andatasi sbiadendo, oramai abbondantemente rimpiazzata dal ristorante.
Ma se cambia il modo di festeggiare il Ferragosto (ma il discorso vale per qualsiasi altra ricorrenza di festa), rimane il bisogno, diciamo pure la tradizione, di festeggiare. Il cambiamento delle usanze è uno dei segni più evidenti della evoluzione di una società.
Esempio emblematico è per l’appunto il Ferragosto che è andato perdendo quello che era il suo maggior simbolo da pranzo, il maestoso Galluccio ridotto ad un pollo fatto arrosto in batteria. Ormai la scelta delle pietanze, magari già preparate non solo in ristorante, e variamente assortita.
A Manfredonia, città di mare di tradizione, anche a Ferragosto propende per i prodotti della pesca. E dunque: pesce e frutti di mare, antipasti di mare crudi o cotti, polpo in tutte le maniere, seppie e “allievi”, pesce al forno o alla griglia, le fritture con in prima linea le “agostinelle”, cozze impepate o lavorate in mille modi, il troccolo allo scoglio, e via via nella scelta proposta dalle varie pescherie che espongono banconi colmi di pesci riforniti dai pescatori che quotidianamente calano le reti nel mare del golfo sipontino.
La cucina marinara ha in buona parte soppiantato la liea campagnola per riaffermare, anche nella festa di Ferragosto, l’identità della città. Una celebrazione non necessariamente in casa: ristoranti, agriturismi, lidi balneari, strutture ricettive hanno conquistato buona parte di quella domanda esclusiva della cucina domestica.
Rimane inalterato il messaggio solenne e bene augurante, sempre intriso di buoni profumi, del Ferragosto.
Michele Apollonio

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