Da Mattinata alle due stelle Michelin in Germania

Lo chef del ristorante Bianc di Amburgo racconta gli inizi vendendo cocco e bibite in spiaggia, i sacrifici e il successo internazionale. Sulla rist

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Lo chef del ristorante Bianc di Amburgo racconta gli inizi vendendo cocco e bibite in spiaggia, i sacrifici e il successo internazionale. Sulla ristorazione garganica: “Colleghi bravissimi e prezzi buoni, ma non ci sono turisti disposti a spendere 300-400 euro a persona”.A colloquio con Matteo Ferrantino, lo chef 2 stelle Michelin di Mattinata, diventato famoso in Germania con il suo ristorante Bianc ad Amburgo. Lo abbiamo incontrato nella cittadina garganica durante un suo periodo di relax.“Ho iniziato a fare questo mestiere da piccolo perché in famiglia c’era bisogno di portare soldi a casa. Ho iniziato a fare il pizzaiolo e ancor prima vendevo il cocco  e le bibite in spiaggia. Poi la scuola alberghiera a Vieste e i tanti sacrifici mescolati alla passione mi hanno portato a conquistare le 2 stelle Michelin”.In provincia di Foggia pochi ristoranti stellati, anzi oggi zero. Perchè? “Perchè sul Gargano, dove si mangia molto bene e ci sono colleghi bravissimi, non ci sono turisti disposti a spendere 300-400 euro a persona. Purtroppo da noi questa gente non c’è”. Ci si lamenta che i ristoranti hanno aumentato troppo i prezzi. “Io non bado a questi particolari, ma i prezzi dei nostri ristoranti dove, ripeto, si mangia benissimo, li trovo abbastanza buoni”.

E il mondo delle pizzerie? “Fantastico, ad esempio va molto forte la famosa paposcia del Gargano che ho assaggiato per la prima vota quest’anno a Peschici presso la pizzeria San Michele del mio amico e compaesano Angelo, Un prodotto squisito che mi ha lasciato molto soddisfatto. E poi Angelo usa materie prime a chilometro zero”. Il turismo sul Gargano? “Bene, ma scarseggiano i professionisti in tutti settori, anche nel mondo della ristorazione. Ai giovani che vogliono intraprendere questa attività dico che si devono impegnare molto, devono sudare. Questo è un mestiere che non si improvvisa. Credetemi, in questa nostra provincia mancano i talenti”. Il futuro? “Sorpresa”.

saverio serlenga

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